VII - RETE DI CENTRALI PER LA LAVORAZIONE E LA CONSERVAZIONE, ECC. 115

5. - A questo punto può porsi il quarto quesito relativo alle centrali:
dopo aver detto della ubicazione, della struttura e delle dimensioni delle
singole sezioni occorre dire della forma di gestione che le centrali possono
avere. L’esperienza fatta in altre aree ortofrutticole non fissa un canone
assoluto in merito: per cui talvolta nella stessa zona coesistono impianti
gestiti da privati singoli o associati in forma azionaria o in forma cooperativa
 e impianti gestiti consorzialmente da categorie economiche omogenee
(agricole) o eterogenee (agricole-commerciali-industriali) o da enti vari
tra cui anche quelli a carattere pubblico.
Appare chiaro in ogni caso che il carattere di queste centrali è quello
proprio delle aziende produttrici di servizi e come tali ne vanno considerate
l’impostazione finanziaria e la gestione economica. La convenienza delle
centrali va infatti valutata soprattutto in via indiretta, con riguardo agli
incrementi di valore che-i prodotti trattati possono acquistare sui mercati di
consumo e alla capacità che esse hanno di influire sugli orientamenti della
produzione, al fine di intensificare, in determinate zone, colture più ricche
e più redditizie. In sintesi, il problema della creazione di una rete di centrali
ortofrutticole nel Mezzogiorno, offre, agli effetti dello sviluppo industriale,
una serie di elementi che si possono così sintetizzare:

1) creazione nel Mezzogiorno di un complesso industriale di cui vi
è assoluta carenza e che pertanto non presenta quegli aspetti di sovrasaturazione
 relativa, propria di altri complessi industriali;

2) creazione di una attrezzatura che non pone problemi di concorrenza
 tra Nord e Sud, inquantochè, nella grandissima maggioranza dei casi,
le produzioni ortofrutticole delle due grandi circoscrizioni italiane hanno
uan loro ben definito e distinto calendario di smercio;

3) creazione di una serie di impianti i cui benefici sono specialmente
da commisurarsi in funzione di quel coefficiente moltiplicatore di redditi,
che qui agirebbe in uno dei settori fondamentali dell’economia meridionale:
4) possibilità di una larga fornitura di attrezzature per le industrie
meccaniche soprattutto del Nord, dove si concentrano le ditte costruttrici
di materiale frigorifero:

5) reciproco vantaggio delle due circoscrizioni, nel senso che il Mezzogiorno,
 nell’affinare e valorizzare i propri prodotti, offre al Nord merce
meglio preparata e, proprio perchè razionalmente lavorata, a costi minori
e quindi sopportabili da più ampie categorie di consumatori.

Da un punto di vista più generale si può riconoscere che soltanto con
una adeguata attrezzatura di lavorazione e di conservazione la nostra ortofrutticoltura
 può mettersi in grado di sostenere la seria concorrenza di
altre aree ortofrutticole mondiali; concorrenza che solo si può battere
migliorando oltrechè la qualità, che è un problema eminentemente agricolo,
anche la presentazione, che è un problema eminentemente commerciale e,