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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

in questa sede, non dimenticando che la presentazione ha a sua volta due
aspetti: quello del modo migliore con cui selezionare, preparare e conservare
 la merce e quello del tempo più adatto nel quale offrirla sui mercati,
allo scopo di mantenere ai prezzi dei livelli capaci di assicurare ai produttori
 da un lato e ai consumatori dall’altro la convenienza di rapporti reciproci
 costanti.

6. - Un primo studio per una rete di centrali ortofrutticole nel Mezzogiorno
 continentale è stato compiuto dalla Società per l’industrializzazione
 delle regioni meridionali — Sudindustria (1).
Lo studio non fa previsioni sui tempi della realizzazione nè graduatorie
 di priorità tra i bisogni accertati nelle singole regioni, rinviando le
une e le altre a successivi progetti esecutivi. i
E’ in questa sede che sarà affinato il proporzionamento delle attrezzature
alle effettive disponibilità di prodotto — tenendo anche conto di quelle quote
che già affluiscono ad impianti esistenti — ed alle reazioni, obiettivamente
prevedibili, che la tecnica più moderna e razionale potrà provocare nella
coltivazione e nel commercio ortofrutticolo.
Lo studio in esame rappresenta, infatti, nella concezione che lo ha
determinato, più che una pianificazione categorica e definitiva delle attrezzature,
 una prospettazione dei punti nevralgici della produzione e delle
sue necessità e, quindi, dei modi nuovi con cui risolverle. i
Agli effetti pratici, pertanto, la rete studiata non ha — e non potrebbe
avere del resto nelle obiettive condizioni del momento — che uno scopo:
quello di mettere a disposizione delle categorie economiche una visione
panoramica, osservata con spirito obiettivo, di ciò che andrebbe fatto nel
Mezzogiorno per valorizzare e potenziare l’ortofrutticoltura.
FE’ evidente la necessità che uno studio di tal fatta dovesse partire da
una preliminare individuazione dei centri, su cui gravitano le colture ortofrutticole
 delle singole regioni, e quindi da una valutazione quantitativa
dei diversi prodotti e delle loro rispettive caratteristiche. La produzione
in esame, quale è presentata dalla statistica, comprende elementi che, per
la loro diversa qualità, per il loro diverso valore mercantile, per il modo

(1) Tra il 1950 e il 1951 si sono costituite per dar vita ad unà rete di centrali
ortofrutticole la S.A.C.A.M. (Società anonima centrali agricole meridionali) con sede
in Napoli e la S.A.C.O.S. (Società anonima centrali ortofrutticole siciliane) con sede
in Palermo. Anche la FeperconsorzI si è interessata al problema delle centrali ortofrutticole.
 Agli inizi del 1953 risultavano in fase di costruzione, ad opera della FepER-CONSORZI,
 due centrali, una a Pontecagnano (Salerno) e una ad Aversa (Napoli); ad
opera della S.A.C.A.M. una centrale a Napoli; con la partecipazione della stessa Società
erano in corso di finanziamento una centrale a Pescara ed una a Nocera (Salerno); ad
opera della S.A.C.O.S. erano in corso di progettazione esecutiva tre centrali per le
zone rispettivamente di Catania, Siracusa e Messina.