IX - L'INDUSTRIA CONSERVIERA IN CAMPANIA

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2. - Considerando la produzione media italiana di conserve di pomidoro,
 che è pari a circa 1,5 milioni di q.li, si vede che la produzione della
Campania rappresenta il 51% della produzione nazionale e che in particolare
 la fornitura di pelati costituisce l’82,3% del complesso. Considerando
poi le caratteristiche delle singole zone tampane, ove viene praticata la
coltura orticola, si vede come il pomodoro sia presente pressocchè in ciascuna
 zona. Da ciò deriva all’industria un motivo per frazionarsi in numerose
 unità, le quali non sempre rappresentano, in funzione dei fattori produttivi.
 l’optimum dimensionale.
I dati delle statistiche disponibili non consentono un’analisi della potenzialità
 lavorativa dei singoli impianti. Con gli elementi forniti dall’indagine
 diretta si è tentato di dare un’idea della potenzialità, prendendo in considerazione
 una delle parti fondamentali dell’attrezzatura per la lavorazione
del pomodoro, le boules.

TAB. 2. — AZIENDE CHE LAVORANO IL POMODORO, DISTINTE PER CLASSI DI AMPIEZZA
RISPETTO ALLE «BOULES» INSTALLATE (1949).

PROVINCE

Caserta .......
Napoli. csssesazeszzoniaonionie
Salerno ... sas ea
Benevento .......
Avellino ..

TOTALE ...sessaa

Aziende
calderine
con
almeno
10
caldaie | azien- | oules | azien- | boules | azien- | boules | azien- | boules
n. de de de de
1 n. fi. n. | n. n n.

AZIENDE CHE IMPIEGANO:

FI

}4

10}

24

LT]

169

45

80

|

29

143

3

| 109

20

TOTALE

Azien. Boules
de

Dn.

2.

?

2

AI

82

24

268

111 | 362

Nella tab. 2, appaiono le cosidette aziende calderine: sono queste piccole
e piccolissime aziende che con mezzi rudimentali compiono la cottura dei
succhi a fuoco diretto nelle caldaie di rame, con conseguenze sullo standard
qualitativo. che facilmente si possono immaginare.
La principale ragione di vita di queste attrezzature, ormai superate,
sta nel fatto che alcuni piccoli mercati interni del Mezzogiorno mostrano
una preferenza per le conserve così prodotte, di gusto più marcato e quindi,
come si suol dire, « che condisce meglio ». Un’altra ragione che contribuisce
a mantenere in vita le calderine è data dal fatto che alcune industrie
minori, in momenti in cui il prodotto affluisce in grandi quantitativi e congestiona
 l’attrezzatura a disposizione, ricorrono a questi piccoli imprendi-