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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

tori per rifornirsi di semi-lavorati o addirittura di prodotti finiti, da miscelare,
 in misura maggiore o minore, con la produzione direttamente ottenuta.
Da tutto ciò ne deriva discredito, che colpisce indiscriminatamente
tutta l’industria conserviera campana, che pure offre esempi di attrezzatura
che sono tra i più perfetti. '
È infatti ben nota tra una categoria internazionale di consumatori
la produzione campana di pomidoro pelati. Si tratta di un tipico prodotto
che ha incontrato larghi favori nei mercati del Nord America e soprattutto
del Regno Unito. La Campania possiede per i pelati una posizione di quasi
incontrastato monopolio in quanto che soltanto nelle coltivazioni della regione,
 e in particolare in quelle che si svolgono nell’Agro nocerino, la
varietà di pomodoro «San Marzano » (1), che viene impiegata per fare
pelati, acquista quelle caratteristiche organolettiche e merceologiche indispensabili
 per questa speciale lavorazione. Anche recenti tentativi di acclimatare
 la varietà nella California non hanno dato i risultati sperati; i consumatori
 d’oltre mare del resto, dopo la guerra, non hanno tardato a dare il
loro giudizio di assoluta preferenza alla diretta importazione dalla Campania.
Concludendo, si può affermare che se l’industria del pomodoro costituisce
 il settore più importante e più sviluppato del conservificio campano,
essa presenta però anche il maggior numero di casi patologici, che vanno
radicalmente eliminati, e denuncia anche — e ciò non solo nei settori minimi
marginali di cui si è fatto parola, ma anche in medi impianti che, se convenientemente
 orientati, possono avere ottime prospettive di affermazione —
le più numerose esigenze di ammodernamento e di riforma.

3. - Discorso diverso va fatto a riguardo dei settori che trattano le
frutta e gli ortaggi, dove non compare in misura e in forme così deteriori
quella zona marginale e speculativa, che invece vive ai limiti dell’industria
del pomodoro. E’ questo un settore che, come si è visto, incide per una
quota considerevole sulla produzione nazionale, trovandosi in Campania
due dei maggiori complessi produttivi di marmellate e di ortaggi inscatolati.
Non è possibile per ragioni diverse approfondire l’analisi diretta sulla
potenzialità delle linee di lavorazione che trattano le frutta e le varie verdure.
 Per avere quindi un’idea della capacità lavorativa dell’industria
campana, occorre rifarsi ai dati precedentemente indicati sulle quote dei
vari prodotti che passano alla trasformazione.
Si vede inoltre dalla tab. 1 come queste lavorazioni siano quasi sempre
abbinate a quella del pomodoro, tanto che esse si riscontrano isolate soltanto
in tre dei 120 impianti rilevati. Situazione leggermente diversa appare invece
 quella del 1937 in cui il numero degli impianti specializzati era di
cinque; ma più di questo dato interessa osservare il deciso orientamento,
realizzatosi nel dodicennio, verso l’installazione di impianti complessi adatti

(1) La degenerazione genetica che tale varietà ha subìto nel corso dell’ultimo
ventennio costituisce una seria preoccupazione per gli industriali conservieri.