UN PARTICOLARE ASPETTO DELLA PRODUZIONE
ORTOFRUTTICOLA MERIDIONALE: I FICHI ESSICCATI (*)

Per alcune zone meridionali la produzione dei fichi secchi rappresenta
annualmente uno dei principali cespiti, tanto che l’andamento più o meno
favorevole del raccolto o del mercato abbassa o eleva in misura non lieve
il tenore di vita di quelle popolazioni. Su un raccolto nazionale annuo di
fichi freschi valutabile sui 3,5 milioni di quintali si può ritenere che circa
il 60% venga destinato all’essiccazione (1) con una resa media di circa
850.000 quintali di essiccato. Data la facile alterabilità del frutto fresco, che
non permette trasporti a distanza, il consumo di esso è circoscritto ai mercati
 locali e solo una modesta parte passa all’industria delle marmellate,
delle conserve e dei succhi che trovano impiego come dolcificanti. L’essiccazione
 si presenta perciò come il mezzo più conveniente per stabilizzare nel
tempo e rendere trasferibile nello spazio questo frutto che, dati i lunghi
periodi di insolazione propri delle regioni mediterranee, viene lavorato
quasi esclusivamente (il 99%) nel Mezzogiorno.
Il prodotto ha una molteplice serie di sbocchi all’interno e all’estero
per il consumo alimentare e per il fabbisogno dell’industria dei surrogati
di caffè e dell’alcool. La notevole richiesta, fatta specialmente in passato,
da parte dell’industria straniera ha contribuito a mantenere alla produzione
meridionale un indirizzo orientato più verso la quantità che la qualità, da
cui è derivata alla nostra esportazione una generica classifica mercantile di
secondo ordine ed è mancato alla agricoltura l’incentivo a selezionare le
varietà più fini e ad omogeneizzare quanto più possibile le piantagioni.
Le regioni che tradizionalmente contribuiscono ad alimentare la corrente
 esportatrice sono la Puglia, la Calabria e la Campania, nelle quali si
concentra il 99% della produzione nazionale dei fichi secchi.
Le provincie di Brindisi, Taranto e Lecce e quella di Catanzaro forniscono
 prodotti di massa (varietà Verdesco) adatti per l’industria e per i
mercati di consumo meno esigenti. Invece nel Vallo di Cosenza (comuni di
Cosenza. Pedace, Casole, Rovito, Rende, Mendicino, Zuppano. Castrolibero,

(*) Da: « Informazioni Svimez », n. 57-58 del 2-9 febbraio 1949. I dati delle esportazioni
 sono stati aggiornati al 1952. .
(1) Nel 1952 è stato destinato all’essiccazione il 49,3% della produzione complessiva,
she fu pari a q.li 3.6 milioni circa (Cfr. Bollettino mensile di statistica, n. 3. 1993)