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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

Lo stabilimento, cui si verrebbe così a dare vita, dotato delle necessarie
autoclavi per l’impiego dei gas tossici (miscele varie di solfuro, di tetracloruro
 di carbonio, di ossido di etilene e di anidride carbonica, ecc.) oltre che
di tutta la necessaria attrezzatura per la cernita, la selezione, l’imbianchimento,
 la confezione degli imballaggi, potrebbe anche rifornirsi dell’apparecchiatura
 per la essiccazione artificiale del prodotto fresco. Per quanto
il sostituire ad una energia calorifica naturale un’altra energia, comportante
 una spesa, possa apparire antieconomico, c’è da rilevare che la disidratazione
 renderebbe l’operazione completamente indipendente dall’andamento
 stagionale e regolabile nel modo più perfetto, oltrechè immune dagli
attacchi dei parassiti, e in definitiva, per i minori scarti di prodotto e la
migliore preparazione di esso, anche conveniente (1).
Volendo invece continuare ad essiccare i fichi per mezzo della energia
solare viene fatto di pensare che una moderna impresa industriale dovrebbe
attrezzarsi con una serie di piccoli impianti mobili di disinfestazione, da
mobilitare nella propria area di rifornimento della materia prima, in modo
da intervenire tempestivamente per la difesa dei prodotti, che, nello stabilimento
 centrale, verrebbero successivamente manipolati e preparati per il
commercio.
Le statistiche, che mettono in evidenza le possibilità di collocamento
offerte ai prodotti migliori degli altri Paesi, consentono di formulare buone
prospettive di successo per questa industria caratteristica del Mezzogiorno,
sempre alla condizione che essa si organizzi con moderni criteri.

(1) Allo scopo di impiegare meglio l’impianto e ridurre l'incidenza delle spese
generali, l’impresa industriale potrebbe anche mettersi in grado di disidratare, oltre
che i fichi, una serie di altri frutti maturanti in periodi diversi.