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SITUAZIONE E PROSPETTIVE DELLA INDUSTRIA AGRUMARIA (*)

L’agrumicoltura si è tradizionalmente basata su tre fondamentali
mercati: quello di consumo interno; quello di consumo estero e quello industriale.
 I rapporti di reciproca compensazione che legano i tre mercati hanno
un’influenza diversa a seconda della specie agrumaria: più complessa nel
caso dei limoni, meno per le arance e i mandarini e nulla per i bergamotti,
il cui mercato è unicamente di natura industriale. In ogni mercato, singolarmente
 considerato, agiscono fattori di complementarità tra le partite di
frutta che maturano in stagioni diverse e tra i singoli prodotti che l’industria
 produce.
E’ pertanto unanimemente condivisa l’opinione che il problema agrumario
 debba essere riguardato nel suo triplice aspetto agricolo, commerciale
e industriale e che le singole soluzioni debbano esser prese tenendo presenti
i rapporti di interdipendenza che legano un settore all’altro.
La funzione cui adempie l’industria nel campo agrumicolo può essere
considerata sotto l’aspetto di modulo regolatore delle differenti entità di
afflusso dei prodotti nelle singole stagioni, di capacità assorbente del prodotto
 rimasto invenduto e di elemento propulsivo verso l’estendimento delle
colture la cui produzione, non facilmente collocabile allo stato fresco,
lo può essere invece allo stato conservato. E’ interessante notare in proposito
 come l’incremento del consumo delle arance negli Stati Uniti, che era
passato dai kg. 8,5 per individuo del 1924 a kg. 15,2 nel 1935 e che attualmente
 è triplicato, sia determinato non tanto dall’ampliarsi delle vendite
sui mercati delle frutta fresche quanto dal crescente assorbimento che ne
fanno le fabbriche di succhi inscatolati.
I principali prodotti dell’industria agrumaria sono: le essenze, i succhi,
 i salmoiati, il citrato di calcio, l’acido citrico, la pectina. L’importanza
 che ciascuno di essi riveste rispetto al complesso si può desumere dai
valori monetari che ciascun prodotto ha mediamente segnato all’esportazione
 nel triennio prebellico, e che sono rappresentati (1) dal 67% relativo

(*) Da: « Informazioni Svimez », n. 24 del 16 giugno 1948.
(1) I dati assoluti relativi alla esportazione per il triennio prebellico sono: essenze
dg.li 4.472 per L. 43.741.000; succhi q.li 48.622 per L. 4.606.660; salmoiati q.li 89.003 per
L. 9.936.000; acido citrico q.li 18.932 per L. 14.027.000. Per i dati più recenti della esportazione
 vedasi il cap. successivo.