XII - LE VICENDE DELL'INDUSTRIA AGRUMARIA NEL QUINQUENNIO 1948-1952 153

migliore organizzazione dell’industria, la cui necessaria funzione equilibratrice
 risulta evidente, se si ha presente l’andamento depresso dell’esportazione
 delle frutta per il consumo diretto; a ciò si aggiunga che la produzione
mondiale degli agrumi è in continuo aumento.
Alla più razionale organizzazione industriale potranno concorrere i
progressi realizzati nella tecnica di lavorazione, sempre che non manchino
adeguate forme associative, che compensino gli effetti negativi del frazionamento
 delle colture e consentano di alimentare gli impianti con quantità
 tali di materie prime da giustificare le spese delle installazioni.
Nel 1948 è stata messa a punto la tecnica di estrazione dell’essenza di
bergamotto: alle macchine pelatrici di nuovo tipo erano state mosse in
passato molte obiezioni per quello che riguarda la qualità dell’essenza e il
rendimento per quintale di frutto lavorato. Numerose prove analitiche e
olfattive, condotte presso la Stazione sperimentale delle essenze di Reggio
Calabria hanno però stabilito con certezza che le essenze prodotte con la
pelatrice adottata sono tra le migliori ottenute. E’ stato anche possibile
individuare tutte le cause, che contribuivano ad abbassare la resa, e di
conseguenza eliminarle. Un impianto con pelatrice realizzato con i nuovi
criteri ha dato, nell’ultima campagna, risultati nettamente superiori a quelli
degli altri impianti esistenti nei dintorni e attrezzati con macchine di vecchio
 tipo. È’ da augurare pertanto che, con la messa a punto della nuova
lavorazione, si possa addivenire ad un completo rinnovamento di tutta
l’attrezzatura industriale; rinnovamento che l’esistente Consorzio del Bergamotto
 di Reggio Calabria potrebbe attuare nei centri più importanti di
produzione. In tal modo si potrebbe abbassare il costo di produzione dei
tre derivati del succo di questo agrume e cioè: l’essenza, l’alcool ed il
citrato di. calcio, prodotto questo che oggi deve affrontare la più aspra
concorrenza.
Nell’industria del limone sono state gradualmente meccanizzate tutte
le operazioni che prima erano affidate al lavoro manuale. Taglio e spremitura
 del frutto possono essere eseguiti da un’unica macchina a grande
capacità di esaurimento, ed anche l’estrazione dell’essenza può compiersi
con una macchina sfumatrice di potenzialità corrispondente. In tal modo il
trattamento di 100 quintali di frutti può essere assolto con 10 operai, laddove
 lo stesso lavoro eseguito a mano ne richiede poco meno di 80.
L’unione degli sforzi potrebbe valorizzare altri derivati, tra cui la
pectina già prodotta da qualche fabbrica, applicando i più recenti ritrovati
 nel campo della conservazione e della concentrazione dei succhi, le cui
favorevoli prospettive si rivelano dall’incremento, verificatosi in altri Paesi
produttori, dell’esportazione dei succhi naturali e dei succhi concentrati.

2. - I quantitativi di frutta passati all’industria nel 1949 possono ritenersi
inferiori di circa il 15% a quelli dell’anno precedente. Il valore dei derivati
agrumari si può calcolare in 3.200 milioni di lire, di cui il 63% è dato dalle
essenze, il 13% dalle scorze salmoiate, il 12% dai succhi bevibili, il 9% dall’acido
 citrico e il 3% dalla pectina e dall’alcool. La produzione realizzata