154

: INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

comprende kg. 360.000 di essenza di limone, kg. 190.000 di essenza di bergamotto,
 kg. 35.000 di essenza di arancia, kg. 15.000 di essenza di mandarino,
kg. 30.000 di essenze varie di petit-grains, di neroli e di essenze secondarie
di bergamotto. Di succhi bevibili ne sono stati prodotti circa q.li 185.000 di
limone e q.li 45.000 di arancia; le scorze salmoîate hanno oscillato sui 100.000
quintali e anche la produzione di pectina può ritenersi in aumento, benchè
della relativa produzione non sia dato di fare una stima quantitativa.
L’estrazione di succhi per l’industria citrica è invece ulteriormente
discesa da 290.000 quintali del 1948 a quintali 220.000 e, in conseguenza, la
produzione di acido citrico (1) è passata da quintali 13.000 a quintali 8.500,
per cui i due impianti italiani hanno dovuto lavorare al 15-20% della loro
potenzialità.
La situazione in cui è venuta a trovarsi questa industria negli ultimi
tempi merita un cenno particolare.
Fino a qualche anno fa non vi era da temere che il citrato di calcio
estratto dagli agrumi fosse insufficiente al fabbisogno interno di acido
citrico. Questa situazione si è invece venuta recentemente a creare perchè
la produzione nazionale di citrato naturale ricavato dal limone è caduta
a quote molto basse.
I motivi della forte diminuzione di produzione di citrato di calcio
(5-7.000 tonn. annue vent’anni fa, 2-3.000 tonn. dieci anni fa, qualche centinaio
 di tonnellate, in questi ultimi anni) sono da ricercarsi nella decadenza dei
limoneti a causa del malsecco; nel maggiore assorbimento dei limoni, come
frutto commestibile; nel progressivo affermarsi del succo di limone per la
produzione di bevande.
Il consumo di acido citrico in Italia si calcola tra le 650 e le 800 tonn.
e, pertanto, le fabbriche siciliane (Palermo e Messina), per soddisfare-a tale
fabbisogno, devono ricorrere al citrato biologico di importazione. .
La necessità di importare materia prima straniera, per provvedere
alle stesse esigenze interne, ha creato nell’industria una seria preoccupazione,
 dopo che, in sede di esame della nuova tariffa doganale, sono state
avanzate proposte per modificare gli attuali rapporti tra il dazio sul prodotto
 finito (acido) e quello sulla materia prima (citrato). Lo spostamento
del gravame a tutto favore dell’acido creerebbe infatti la convenienza a
rifornirsi direttamente del prodotto finito anzichè del citrato, per cui le
fabbriche siciliane sarebbero costrette a smobilitare con grave danno anche
per quelle imprese che producono citrato naturale (2).
Non va infatti dimenticato che il citrato di calcio dal limone si produce
oggi in prevalenza con succo di seconda pressione, dopo che l’agrume è stato

(1) L’acido citrico è prodotto in due sole ditte che si ripartiscono tutto il citrato
di calcio ottenuto in Calzbria ed in Sicilia; la pectina invece si produce in cinque
fabbriche.
(2) La fabbricazione del citrato di calcio è stata realizzata nel 1949, in Sicilia,
da 120 aziende che hanno complessivamente lavorato 120.000 q.li di succo e, in Calabria,
da 4 aziende che hanno però in complesso lavorato 100.000 q.li di succo estratto dal
bergamotto.