156 INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

derno macchinario. Buone speranze si nutrono anche di realizzare un impianto
 cooperativo in cui oltre all’essenza verrebbero ricavati con gestione
collettiva gli altri sottoprodotti, alcool e citrato. Tendenze di organizzazioni
analoghe, per quanto auspicabili, non è dato invece registrare nel campo
dell’estrazione di essenza dall’arancia e dal mandarino, che vengono tuttora
lavorati in piccole aziende.
Per il limone, se si riuscirà ad ovviare le interferenze negative di cui si
è detto, è dato prevedere, per il prossimo futuro, un notevole slancio di
rinnovamento specie dei grandi complessi che producono l’intera serie dei
derivati, tra cui avranno sempre più notevole peso le pectine e i succhi.
Il movimento di esportazione ha superato globalmente quello del precedente
 anno ed è ravvivato da una più intensa attività del mercato tedesco
che ha decuplicato i suoi acquisti.
Nel settore delle essenze i principali Paesi importatori sono: la Francia,
la Germania, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti che hanno assorbito il
78,2% della totale esportazione in confronto del 79,9% dell’anno precedente.
Sono però mutati i rapporti: nel 1949 gli acquisti della Germania sono passati
 da 1,8% a 16,7%, la Francia è salita da 11,44% a 19,15%, gli Stati Uniti
sono discesi da 37,75% a 32,47% e la Gran Bretagna da 29% a 9,86%.
Per i succhi bevibili il principale mercato di sbocco è la Gran Bretagna
che nel 1948 ne ha consumato il 93,2% e nel 1949 il 69,5%; in questo ultimo
anno la Germania è riapparsa per la prima volta dopo la fine della guerra ed
ha assorbito il 10,6%.
Il consumo più forte di scorze salmoiate è fatto dalla Gran Bretagna che
he ha acquistato il 78,79%; i cedri sono diretti in Germania e nel’ Nord
Europa.
L’acido citrico è stato esportato. in Francia, in Germania, nella
America del Sud; la pectina è consumata dalla Svezia e dalla Cecoslovacchia.

I prezzi unitari all’esportazione segnano un aumento per l’essenza di
bergamotto ed una diminuzione per le rimanenti; qualche miglioramento si
osserva per i prezzi degli altri derivati ad eccezione del succo di arancia.
Alla fine del 1949 le giacenze di essenze erano pressochè esaurite; quelle
di succhi e scorze si limitavano a piccoli quantitativi, soprattutto di succo
di arancia, presso le aziende del palermitano.
Per il futuro, l’industria deve cercare i principali fattori della sua economia
 nelle essenze, nei succhi, nella pectina, sviluppando forme associative
che assicurino sufficienti disponibilità di materia prima e permettano di
sopportare gli oneri di impianti moderni e di realizzare le maggiori economie
 nei costi di trasformazione. Le conquiste della tecnica dovranno essere
diffuse specialmeinte nell’industria dei succhi, che potrà assumere proporzioni
 più vaste delle attuali in conseguenza del continuo sviluppo delle piantagioni
 di aranci, la cui area economica di coltura si sta notevolmente espandendo
 con l’espandersi della trasformazione irrigua nelle regioni meridionali.
