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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

Non è infine superfluo sottolineare l’esigenza di norme. che disciplinino
e tutelino la produzione dei succhi, dato che le attuali disposizioni (1), per
il fatto di non precisare per gli sciroppi di frutta nessun rapporto tra succo
e zucchero, hanno consentito lo smercio, sotto il titolo di « puro succo di
arancia e di limone », di una soluzione di zucchero addizionata di acido
citrico o tartarico, di essenza di agrumi, di colore e di un po’ di succo vero
e proprio, pur rimanendo in perfetta regola con la legge: con quanto danno
della industria produttrice di succhi si può immaginare.
Nell’anno in esame è confortevole riscontrare un crescente ritmo della
meccanizzazione delle operazioni che vengono condotte nel processo industriale
 agrumario: dal taglio dei frutti alla spremitura dei succhi e alla
estrazione e separazione dell’essenza dal limone e dall’arancia. Continuano
anche a diffondersi, nella lavorazione del bergamotto, le macchine « pelatrici
 », che però si prestano bene solo per impianti di una certa entità (perlomeno
 4.000 quintali di frutta lavorati per campagna).
Va rilevato che la meccanizzazione porta a mano a mano l’industria a
rivedere il proprio aspetto dimensionale, in quanto che il costo stesso delle
attrezzature moderne, oltre alle esigenze dei mercati che richiedono partite
standardizzate e a caratteri uniformi, spinge a progettare complessi aziendali
 di mole maggiore, mentre perdono sempre più terreno le piccole aziende
a tipo artigiano e familiare. Non è dato tuttavia di riscontrare, specie nella
zona dei bergamotteti, nessun nuovo impianto cooperativo, che risolverebbe
i problemi finanziari non affrontabili singolarmente; per contro vanno sorgendo
 impianti a struttura prettamente industriale, che acquistano cioè
dal mercato tutti i frutti occorrenti al loro fabbisogno, procedendo quindi
alla relativa trasformazione in gestione separata da quella delle aziende
agricole produttrici.
Per quanto riguarda la diffusione, che si va sempre più intensificando,
dei torchi continui per l’estrazione dell’agro, viene rilevato che, all’atto della
fabbricazione del citrato, tale nuova macchina comporta di affrontare nuove
soluzioni per la filtrazione o sedimentazione del succo, dato che questo si
presenta notevolmente più torbido di quello estratto con i comuni torchi.
Il mercato dei derivati nel 1950 è stato molto attivo, per cui, salvo gualche
 quantitativo non grande di scorze salmoiate e di succhi, nessuna importante
 giacenza è rimasta a fine campagna.
La qualità della essenza di bergamotto è stata normale rispetto al contenuto
 medio in acetato di linalile; in quella di limone si riscontra invece un
contenuto in citral più basso del consueto (3,5%, invece del 4%).
Il commercio di esportazione ha avuto risultati più soddisfacenti dello
scorso anno, sia per il maggiore volume d’acqguisti nel settore delle essenze
e dei succhi, sia per il più alto livello dei prezzi; si rileva infatti dalla
statistica del commercio con l’estero che nel 1950 il valore delle esportazioni
raggiunge L. 3.927 milioni in confronto di L. 2.815 milioni per il 1949.

(1) R. D. L. 29 ottobre 1931, n. 1601; R. D. L. 2 settembre 1932, n. 1225; R. D. L.
6 luglio 1933. n. 2414.