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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

Come osservazione generale all’esito economico delle nostre esportazioni
 c’è da rilevare che i prezzi realizzati sono stati scarsamente remunerativi:
 in particolare il divario fra i prezzi offerti dagli acquirenti americani
 delle essenze e quelli che la nostra produzione è costretta a chiedere,
diventa sempre maggiore per cui riesce via via più difficile inviare su quel
mercato essenze pure e di alta qualità. E’ questo un fattore che non può
che destare grandi preoccupazioni perchè, se la necessità di esportare a sottocosto
 continuasse a prevalere e non si riuscisse a convincere gli importatori
 del maggiore intriseco pregio che hanno i nostri prodotti rispetto a
quelli di altra origine, difficilmente si riuscirebbe a debellare le invadenti
sofisticazioni, di cui gli operatori, più pensosi dell’avvenire di questo importante
 settore, giustamente prevedono i pericoli.

5. - Il 1952 non è stato favorevole per questa industria particolarmente
per la scarsa produzione dei limoni; scarseggiando la materia prima e affievolitosi
 lo stimolo della domanda soprattutto da parte degli acquirenti
esteri, si può dire che la produzione agrumaria, da un lato, ed il mercato,
dall’altro, abbiano simultaneamente concorso a deprimere il ritmo lavorativo
 degli impianti. Pur nel loro carattere orientativo di larga massima, le
cifre esposte nella tab. 1 mantengono il loro valore e configurano un settore
che non ha ancora trovato il proprio equilibrio, dopo aver perduto quello
antico, che si basava essenzialmente sui derivati del limone. Nei Paesi,
dove l’industria agrumaria è in fase di espansione, l’elemento propulsivo è
dato dai succhi cui seguono, quasi in specie di sottoprodotti, tutti gli altri
derivati agrumari; ma ciò accade perchè l’industria trova pronta, fuori dei
suoi stabilimenti, una rete di canali refrigerati in cui convogliare la produzione
 di qualità.
Il superamento della fase di inerzia, in cui ristagna il settore,
può essere ottenuto solo a patto che anche nel nostro Paese si
realizzi il rinnovamento delle attrezzature di conservazione e di
convogliamento (1) dei prodotti dell’agricoltura e delle industrie
agrarie. Da simili attrezzature potrebbero trarre vantaggio non solo
il settore in esame, ma tutta una serie di altri settori a cominciare
da quello lattiero — per il quale la valorizzazione di nuovi tipi di prodotti
pone problemi analoghi a quelli posti dalla valorizzazione dei succhi refrigerati
 — e pertanto verrebbe fatto di pensare alla possibilità di un’azione
concorde di tutte le categorie industriali e commerciali interessate ai prodotti
 deperibili per iniziare nei principali centri di consumo la costituzione
di una catena del freddo collegata con gli stabilimenti industriali da un
servizio di trasporti, che lo Stato dovrebbe aver cura di attrezzare convenientemente
 (2).

(1) Vedasi la relazione del prof. BaLBINO DEL Nunzio al Convegno internazionale
 sui trasporti dei prodotti agrumari, tenutosi a Reggio Calabria il 21-22 marzo 1953.
(2) Vedansi i voti espressi al Convegno internazionale citato.