168 INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA
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moralizzare il mercato e garantire il consumatore, ma anche per offrire alla
produzione la possibilità di nuovi sbocchi. C’è pertanto da augurarsi che le
ostilità (1) a siffatta norma, apertamente manifestatesi mentre la proposta
di legge era all’esame della Commissione senatoriale, non approfittino della
mancata approvazione per fare insabbiare un provvedimento di tanta importanza
 per l’agrumicoltura del Mezzogiorno.
L’esistenza di una rigorosa disciplina interna della produzione fornirebbe
 tra l’altro alle trattative per il collocamento all’estero dei prodotti a
base di agrumi un fondo di serietà cui gli acquirenti sarebbero certamente
sensibili. I controlli effettuati dalle autorità americane sui derivati agrumari
 offerti dalla nostra industria e le difficoltà da questa incontrate per
riuscire a collocare sul mercato statunitense alcune partite, sono un dato di
fatto su cui è inutile polemizzare e che per contro sottolinea l’urgenza di
giungere all’emanazione dei provvedimenti innanzi richiamati.

(1) Vedasi in proposito la relazione all’Assemblea ordinaria dell’Associazione Industriali
 vini, liquori e derivati, in «Il Torchio», del 27-31 marzo 1953.