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ASPETTI E DESTINAZIONI DEL RACCOLTO DI ARANCE (*)

1. - Una produzione, che segna un deciso e costante indirizzo verso
l’ampliamento della propria area di coltura, è quella delle arance.
Dal 1929 al 1949 la superficie di aranceto specializzato è passata da
ha 26.179 ad ha 33.360 (1) con un incremento pari al 13% circa. Questo
sviluppo riveste un particolare interesse perchè va messo in relazione al
fatto che esso si verifica essenzialmente nelle regioni meridionali, comportando
 elevati investimenti di capitali per ettaro, e interessa larghe zone
dove il miglioramento ambientale, raggiunto o da raggiungere attraverso la
bonifica, spinge a ricercare e a utilizzare le disponibilità irrigue con le coltivazioni
 più ricche.
Occorre avere presente che i frutti di questo agrume rappresentano da
soli più di un decimo del valore della produzione frutticola nazionale e il
17,5% di quella che si realizza globalmente in tutto il Mezzogiorno; essi
contribuiscono inoltre all’esportazione con il 15% del valore complessivo
dell’intera partita riguardante le frutta, in ciò superati dalle sole mandorle
che vi contribuivano nel 1948 con il 16,6% (2).
L’arancio prende quindi, dal punto di vista dell’esportazione, un posto
di importanza preminente tra tutti i fruttiferi, richiamando nel contempo
problemi complessi, per il conveniente collocamento della nuova produzione.


2. - La messa a coltura di un ettaro di aranceto specializzato comportava
 nel 1949, secondo rilevamenti compiuti dall’Istituto Nazionale
di Economia Agraria, un costo di impianto aggirantesi sulle L. 600.000, per
cui al valore di ricostruzione si avrebbe. per i 6,832 ettari di aran-(*)

 Da: « Informazioni Svimez », n. 1, del 3 gennaio 1951.
(1) Nel 1951 l’aranceto specializzato aveva già raggiunto i 36.611 ettari.
(2) Vedasi: SviImEz, Produzioni e mercati ortofrutticoli della Campania Roma 1950