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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE SECONDA

ceto formatisi tra il 1936 e il 1949, un investimento complessivo pari a
L. 4,1, miliardi circa così ripartiti tra le singole regioni agrumicole:

TAB. 1. — VARIAZIONI REGIONALI DELLA SUPERFICIE DELL’ARANCETO SPECIALIZZATO.

REGIONI

Lazio ....
Campania sc. aaa
Calabria .... 0...
Sicilia ess 48088
Altre ....

IN COMPLESSO ...

ARANCETO
SPECIALIZZATA
ettari

nel 1936

nel 1949

899
2.510
6.831
14.685
1.603

1.210
2.510
8.810 |
18.891
1.939 !

26.528

33.360

VARIAZIONI

15,

311

1.979
4.206
336

| 6.832

34 6

20,0
28,7
21 0

25,8

VALORE COMPLESSIVO
ATTUALE DEI NUOVI
INVESTIMENTI

LL. milioni

o’
E

187

16

1.187
2.524

29,0
61,5
49

202

4.100

100 ,0

L’elevato incremento relativo verificatosi nel Lazio, e che è connesso
soprattutto alle piantagioni effettuate nella Piana di Fondi, contrasta con la
stasi campana dove la tradizionale agrumicoltura sorrentina e nocerina,
pur avendo la pregevole caratteristica della tardività, è in decadenza (1) e
dove, non essendosi ancora realizzata la trasformazione di alcuni comprensori
 litoranei, come quello del Garigliano (2), non si sono offerte alla coltura
nuove possibilità di espansione. .
Sicilia e Calabria invece segnano un identico ritmo di sviluppo, per
cui si mantiene invariata la rispettiva posizione delle due regioni nei primi
due posti della graduatoria delle produttrici di arance: mentre nella Calabria
 si riscontrano nuovi terreni conquistati all’agrumicoltura, in maggior
misura nella piana di Rosarno e in misura minore sul litorale ionico reggino,
 nella Sicilia sovente l’aranceto prende il posto del limoneto, venuto
meno sotto l’infierire del malsecco.
Tra le altre regioni va fatto un cenno particolare per la Puglia dove
dal 1936 al 1949 la coltura in esame è passata da ha 539 a ha 696 mentre
quella del mandarino è passata da ha 11 ad ha 373: le due colture meritano
in questo caso di essere riguardate insieme perchè è dalla loro concomitante
espansione che un intero territorio, quale è quello che si estende tra Palagiano,
 Palagianello, Massafra, sta assumendo un aspetto agricolo del tutto
nuovo.

(1) Vedasi: SviImez, Produzioni e mercati, ecc., op. cit.
(2) « Per gli agrumi, pur esistendo in alcune plaghe nella parte più alta del comprensorio,
 le condizioni agronomiche per una più larga coltivazione, l’estensione della
coltura è legata a possibilità di smercio ed a convenienza economica, sulle quali non
è dato di portare precise indagini ». Dal « Piano generale per la bonifica del comprensorio
— Direttive della trasformazione fondiaria », a cura di L. Gaetani e G. Mepici — Ediz.
del Consorzio Aurunco di bonifica, 1940.