XIII - ASPETTI E DESTINAZIONI DEL RACCOLTO DI ARANCE

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La coltura si è pertanto orientata con minore sollecitudine verso le
varietà più produttive e di minore costo e con maggiore interesse verso le
varietà di più alto pregio ma più costose (1).
Le considerazioni fatte trovano anche conferma dall’esame della tabella
seguente ove sono riportati alcuni periodi che possono, essere ritenuti di
sufficiente stabilità del mercato internazionale e precisamente quello precedente
 la prima guerra mondiale, quello dal 1923 al 1927 successivo cioè
alla instaurazione della nuova tariffa doganale e precedente alla stabilizzazione
 della lira, quello dal 1936 al 1940 che segna, dopo la grande crisi e
le sanzioni, il periodo di ripresa del commercio italiano, e quello dell’ultima
ripresa postbellica.
Fatte eguali a 100 la produzione, l’esportazione e le disponibilità
del 1910-14 si osserva infatti che gl’indici della produzione e della disponibilità
 si mantengono costantemente inferiori al livello iniziale, mentre l’indice
 dell’esportazione è sempre più elevato.

TAB. 4. — INDICI DI VARIAZIONE DELLA PRODUZIONE, ESPORTAZIONE E DISPO-NIBILITÀ
 PER IL CONSUMO DELLE ARANCE. (*)
(Media 1910-1911 — 1913-1914 = 100)

PERIODI

1910-11— 1913-14 .......
1923-24— 1926-27 el
1936-37— 1939-40 .....
1947-48 1948-49

PRODUZIONE

100,0
89,2
92,3
sa

ESPORTAZIONE | PravontuILITÀ

NETTA

INTERNA

100,0 100,0
115,0 I 78,3
132,3 | 75,3
123.3 85.5

0/ DELLA PRODUZIONE DESTINATA

all'esportazione

al consumo
interno

20,8
38,4
43,0
38.1

70,2
61,6
57,0
61.9

(*) Da: B. Barrgerr, Disponibilità alimentari dell’Italia dal 1910 al 1949, in Boll. Stat. Agrar. e For., n. 6, 1948 e n. 4,
1950. I dati assoluti sono comprensivi anche delle quantità relative ai mandarini, che verò non influiscono che in misura
modesta sul calveolo rivortato.

Anche se i periodi, di cui non si è tenuto conto perchè caratterizzati
dalla instabilità dei rapporti internazionali, e che abbracciano una serie

(1) L'Istituto del Commercio estero osserva in proposito (« Notiziario ortofrutticolo»
 n. 18, Roma 1950):
«Sono stati esportati dal 1° ottobre 1948 al 30 settembre 1949 complessivamente
q.li 1.496.760 di arance, di cui ben 829.382 q.li (55,3 %) di «arance bionde »; seguono
a notevole distanza, le «sanguinelle » per quintali 353.142, le «sanguigne » per quintali
 153.603, le cosiddette « sang-sang » (mescolanza di frutti sanguigni e sanguinelli per
almeno il 30 %) per q.li 14.404 (complessivamente 34,8 %); le «moro» per q.li 69.631
(4,7%), le «ovali» per d.li 48.056 (3,2%), le «amare» per d.li 19.307, le «tarocco »
per q.li 7.271 e altre varietà non meglio identificate per q.li 1.964.
Se si raffrontano tali dati con quelli degli anni precedenti al conflitto mondiale
si può rilevare che la percentuale di « bionde » rispetto alle altre varietà a polpa q buccia
(segue nota a nag. 176}