180

INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

se si tiene conto della media disponibilità di materia prima nazionale e
delle possibilità di importazione.
Occorre ciò nonostante tenere presente una serie di motivi i quali, come
si vedrà in seguito, possono modificare tale giudizio e condurre alla individuazione
 di determinate situazioni strutturali e di determinate posizioni
ubicazionali rispetto alle quali è logico prospettare un rinnovamento e uno
sviluppo del settore in esame.
Sarà opportuno precisare la distribuzione geografica del complesso industriale
 sopraindicato (1). Gli impianti per la spremitura delle olive sono
accentrati per il 62% nel Mezzogiorno, per il 27% nel Centro, per l’il% nel
Settentrione. Gli impianti per l’estrazione dell’olio dalle sanse sono concen-(1)

 All’epoca del Censimento industriale del 1937 il complesso industriale oleario
risultò così composto:
4) 26.920 frantoi per olive di cui 18.229 dislocati nel Mezzogiorno. Di questi
ultimi uno solo (Foggia) risultò in grado di lavorare giornalmente oltre 500 q.li di
olive; altri quattro (Brindisi, Foggia, Taranto, Cosenza) avevanò una potenzialità compresa
 tra i 201 e 500 q.li giornalieri; 39 avevano una potenzialità compresa tra i 101 e
i 200 q.li (21 erano dislocati in Puglia); 336 avevano una potenzialità tra i.51 e i 100 q.li;
1.265 avevano una potenzialità tra i 31 e i 50 q.li I restanti 16.920 avevano potenzialità
 inferiore ai 30 q.li giornalieri e ben 4.198 erano in grado di lavorare non più
di 5 q.li di olive al giorno.
b) 108 stabilimenti per la lavorazione delle sanse di cui 54 dislocati nel Mezzogiorno.
 Questi ultimi lavorarono nel 1937 2.311.573 q.li di sansa sui 3.224.434 complessivamente
 trattati in tutta Italia. Dei 108 esercizi, 98 si limitarono a estrarre dalle
sanse gli oli senza quindi raffinarli, trattando circa l’82 % di tutte le sanse passate
all’industria; gli altri dieci, di cui uno in provincia di Taranto e due in provincia di
Bari, eseguirono operazioni oltrechè di estrazione anche di raffinazione.
Gli impianti che trattarono nell’anno oltre 100.000 g.li di sanse furono in tutta
Italia sei, di cui quattro in provincia di Bari, uno in provincia di Taranto e uno in
provincia di Siena. Altri 14 impianti lavorarono da 50.000 a 100.000 aq.lì (11 nel Mezzogiorno,
 dislocati nelle province di Bari, Brindisi, Lecce, Reggio Calabria, Sassari); 25
lavorarono da 25.000 a 50.000 q.li, di cui 16 nel Mezzogiorno (Bari, Brindisi, Lecce,
Palermo). I restanti 63 lavorarono meno di 25.000 q.li e 32 arrivarono appena a 1.000 q.li.
c) 34 stabilimenti per la raffinazione dei lampanti che produssero 340.000 q.li
di rettificato A di cui 50.500 nel Mezzogiorno; 31 stabilimenti per la raffinazione degli
oli di sansa che produssero 188.000 q.li di rettificato B di cui 98.000 nel Mezzogiorno;
19 stabilimenti per la raffinazione degli oli di seme che produssero 895.000 q.li di oli
commestibili di cui 415.000 a Trieste e 16.000 q.li nel Mezzogiorno; 10 stabilimenti per
la produzione di oli alimentari ricomposti che produssero circa 66.000 q.li di cui
17.000 in Puglia.
Dei primi, soltanto 11 trattarono esclusivamente olii di oliva lampanti di cui
1 in provincia di Napoli (118 q.li) 1 in provincia di Bari (7.000 q.li) 2° in provincia di
Reggio Calabria (4.000 q.li) 1 in Sicilia (718 a.li). Degli stabilimenti per il rettificato B
solo 9, di cui 8 in Puglia, eseguirono esclusivamente questa produzione; gli altri
impianti impiegarono sia oli lampanti che di sansa come pure di semi oppure lavorarono
 anche direttamente le sanse e i semi. La produzione di oli di seme commestibili
è concentrata esclusivamente nei pochi stabilimenti citati e nel Mezzogiorno vi sono
solo i due in provincia di Napoli, che in gran parte utilizzarono i semi di origine nazionale
 (vinaccioli, semi di pomodoro, mandorle, ecc.). L’utilizzazione di semi oleosi importati
 manca quasi completamente nel Mezzogiorno come del resto testimoniano i trascurabili
 quantitativi di semi risultanti agli sbarchi, nelle statistiche dei porti del, Sud.
La produzione meridionale di rettificato B era concentrata nel 1937 per il 48 %
in provincia di Napoli e per il 41% in provincia di Bari; vi concorsero inoltre, per
piccoli quantitativi, le province di Taranto e Brindisi.
Il rettificato A del Mezzogiorno, proveniva, all’epoca del Censimento, per 180 %
(segue nota a pag. 181)