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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

sezioni di macchinario e maestranze in attesa che altre sezioni di lavoro
abbiano condotto a termine la loro fase.
La progredita tecnica olearia ha dovuto constatare che nella produzione
della materia prima — in particolare delle olive — sussistono, e continueranno
 a sussistere ancora per un periodo di tempo non precisabile, condizioni
 che ne danneggiano la qualità, per cui è necessario predisporre una
attrezzatura industriale che sia in grado di dare al prodotto quei requisiti
 che il consumo richiede. In proposito si deve ricordare che le gravi e
quasi costanti infestazioni di mosca olearia; i consuetudinari metodi di raccolta
 delle olive antirazionali ma non facilmente modificabili per motivi
economici; i tradizionali sistemi di conservazione del prodotto, in attesa che
venga lavorato — legati alla struttura fondiaria delle zone olivicole sprovviste
 di strade e ancor più dificitarie di locali, fanno sì che annualmente una
notevole massa di olio (40-60%) non abbia quei requisiti voluti dal consumo
e abbia perciò bisogno di essere ulteriormente raffinato. Diventa perciò
indispensabile dotare i centri di produzione e di spremitura dell’olio dalle
olive di impianti di raffinazione in grado di dare al prodotto quelle caratteristiche,
 che la industria di spremitura non può dare da sola, per fattori
sopra citati e da essa indipendenti. i
Anche per il settore che riguarda l’estrazione dell’olio dalle sanse
mediante solventi la tecnica più recente si sta orientando per una profonda
modifica dell’attuale struttura. Infatti la convenienza della gestione
dipende essenzialmente dal rapporto tra oli a bassa acidità e oli ad alta
acidità che l’impianto può produrre, poichè gli oli ad alta acidità spuntano
sul mercato prezzi inferiori a quelli degli oli meno acidi. Poichè l’acidità, a
parità di condizioni, è in relazione alla durata del periodo di sosta che le
sanse debbono superare prima di poter entrare in lavorazione, è evidente
che, entro determinati limiti e in determinate condizioni, l’impianto di
minore mole — che non costringe la materia prima a rimanere per un
lungo periodo non impiegata — presenta vantaggi economici, superiori allo
impianto di mole maggiore. Analogamente, per le raffinerie, i moderni cicli
di lavorazione, che consentono rese maggiori di quelli più antiquati, tendono
ad inserire negli stabilimenti nuove linee di lavorazione.
Le necessità di sviluppare l’interscambio mondiale richiamano sempre
più non solo l’esigenza di un equilibrio internazionale nei costi di produzione,
ma anche l’adeguamento qualitativo dei prodotti ad una massa di consumatori,
 non legati a determinate caratteristiche organolettiche tradizionali.
Per cui la nostra produzione olearia, che si basa essenzialmente sull’olio di
oliva, deve affinarsi e adeguarsi alle richieste del mercato. se vorrà sviluppare
 le proprie vendite all’estero.
Un particolare accenno merita lo sviluppo industriale avvenuto nell’ultimo
 decennio sopratutto nei Paesi olivicoli del bacino Mediterraneo, che
erano i rifornitori dell’olio lampante alle raffinerie, specialmente della
Liguria. Tale sviluppo industriale ha messo in grado quei Paesi (Tunisia,
Algeria, Siria, Marocco) di presentarsi sui mercati di consumo con prodotti