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CONDIZIONI PER IL RINNOVAMENTO
DELLA INDUSTRIA OLEARIA (*)

1. - Il settore industriale per la produzione dell’olio di oliva presenta
le seguenti caratteristiche strutturali:
1) una capacità lavorativa, installata nei frantoi, che sarebbe in grado
di molire un raccolto di entità pari a quattro volte quella che mediamente si
ottiene nel Mezzogiorno:

2) un frazionamento di tale capacità in più di 21.000 unità, di cui il
50,5% non ha attrezzature sufficienti a molire più di 10 quintali di olive
al giorno:

3) uno stato delle attrezzature in massima parte arretrato tanto che
ancora il 57% degli impianti, che detengono il 40% del complessivo potenziale
 di lavoro, impiega forza motrice animata; le macchine più moderne
dell’oleificio, che sono rappresentate dalle centrifughe, sono presenti soltanto
 nel 10,3% dei frantoi mentre negli altri l’olio viene ancora separato
a mano dalle acque di vegetazione. Il 48,8% dei frantoi utilizza ancora i
torchi per la spremitura delle paste di oliva anzichè le moderne presse
idrauliche:

4) una netta separazione in unità distinte ed appartenenti a categorie
imprenditoriali diverse dei cicli di lavorazione che rispettivamente:
a) moliscono le olive per ottenere gli olii di pressione;
b) estraggono l’olio residuato dalle sanse, trattandole con solventi;
c) raffinano sia gli olii di pressione troppo acidi (oli lampanti), sia
gli oli al solfuro per renderli commestibili.

Lo spinto frazionamento della struttura industriale è ragione della lentezza
 degli ammodernamenti, per i quali non esiste la convenienza fino a
tanto che la capacità dell’impianto non raggiunga dimensioni capaci di
utilizzare pienamente la potenzialità delle singole macchine. D’altro lato,
la modesta entità della produzione non consente l’installazione, accanto ai

(*) Dal volume: SviIMEZz € InEAa, La struttura dell’industria olearia nel Mezzogiorno
 Roma 1952.