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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

frantoi, di un impianto per la lavorazione dei sottoprodotti e di una raffineria
 per migliorare la qualità degli olii ottenuti.
In proposito va ricordato che almeno un 40% degli olii di pressione, che
mediamente si ottengono nel Mezzogiorno, ha bisogno, prima di essere
immesso al consumo, di essere raffinato. Questa operazione, allo stato
attuale della distribuzione territoriale degli impianti, viene prevalentemente
 compiuta in raffinerie situate fuori dei confini del Mezzogiorno.
L’industrializzazione del settore appare indispensabile quando si tenga
conto, oltre che degli aspetti accennati, anche del fatto che dall’attuale
attrezzatura dipendono basse rese di lavorazione, deprezzamento qualitativo
della produzione, perdite di prodotto nei passaggi che tra il frantoio e la
raffineria l’olio deve subire prima di poter essere immesso al consumo, e
quindi un indebolimento generale di tutti gli operatori del settore.
E’ evidente quindi che l’aspetto fondamentale della auspicata industrializzazione,
 deve consistere in un decisivo concentramento della capacità
di lavoro ora polverizzata in una miriade di piccole unità.
Il ritmo naturale di tale concentramento che si è potuto registrare con
due successive rilevazioni, una compiuta nel 1937 e una nel 1948, è rappresentato
 da 33 impianti all’anno, che nell’undicennio considerato sono arrivati
 a dotarsi di una capacità lavorativa superiore ai 50 quintali di olive
giornalieri. È’ evidente che occorre accelerare tale ritmo per poter in breve
tempo potenziare questa produzione che fornisce il 7,3% dell’intero valore
lordo dell’agricoltura meridionale.
Qualora fosse predisposta una conveniente politica a sostegno del settore
 in esame, è presumibile che il ritmo di rinnovamento e di concentramento
 potrebbe notevolmente accelerarsi, dando vita ad impianti a ciclo
integrale dove tutte le fasi di lavorazione prima indicate potrebbero realizzarsi
 in linea continuativa e non in fasi distaccate come ora avviene.

2. - Per rendersi conto dell’influenza sulla produzione della arretratezza,
 in cui permane ancora larga parte dell’industria in esame, bisognerebbe
 possedere una serie di dati molto più ampia e più precisa di quanto
invece non sia quella disponibile; prima di ogni altra, si avverte la mancanza
 di un sistematico rilevamento dei costì di produzione in aziende rappresentative,
 che possa fornire elementi correttamente confrontabili tra di
loro per mettere in evidenza gli effetti dello stato di razionalità o meno delle
attrezzature sui risultati del bilancio.
Tuttavia anche i dati a disposizione, per quanto parziali e per quanto
espressione più di stime sintetiche che di analisi dettagliate, non mancano
di una loro intrinseca capacità di orientamento dei giudizi che si vogliono
esprimere in questa sede.