XV - CONDIZIONI PER IL RINNOVAMENTO DELLA INDUSTRIA OLEARIA 189

Il Censimento fornisce una prima serie di dati in proposito, che riguardano
 la diversità di resa registrata rispettivamente nei frantoi azionati a
forza inanimata e in quelli azionati a forza animata (1).

Tap. 1. — LE PERDITE DI PRODUZIONE NEI FRANTOI A FORZA ANIMATA.

CIRCOSCRIZIONI

Abrnzzi e Molise ....
Campania seesszsieniee
Puglia ..... sele
Basilicata .....
Calabria ..... salle
Sicilia a
Sardegna ....... sa
MEZZOGIORNO .....

RESA IN OLIO DI l Q.LE
DI OLIVE NEL 1936

OLIO NON ESTRATTO NEI FRANTOI
AÀ FORZA ANIMATA

rilevata dal
stimata | Censimento nei frantoi
dalla
Stati- a forza | a forza
stica ani- | inaniufficiale
 | mata | mata
kg. pa ke.

nel 1936

jin un’annata media

scarti
di:
produzione

9/

olive | olio | % sulla | olive |
lavorate q.li produ- lavorate
%, {(mi- zione o
sul gliaia) |ottenuta sui
raccolto raccolto

olio
q.li
(migliaia)


lo sulla
produzione

| ottenuta

2

a

ni

Tu

17,7
10,7
16,4
16,6
13,3
16,4
12.5

16,8
12,9
15,1
14,7
12.1
5,3
11.6 !

17,5 12 33,0
17,1 32,6 52,8
16,6 20 20,2
15,7 6,8 36,4
15,5 28,1 43,6
18,0 17,6 16.5
15.9 | 37,1 || 15,8

1,4
21,8
8,1
0
1,4
’,0
21

3

30,2
51,1
20,4
34,6
37,8
29,8
30 8

1,5
20.5

1,3
15.5
1.8
22

0 7
-

10,8
1,1
28.4
4.3

2

8,9
31,0
22

83

15 0

14.0 i 16.6

18 6

20 9

47 8

30 4

80.9

12

Nel 1936, le olive lavorate dai frantoi azionati con forza motrice animata
rappresentarono, mediamente per il Mezzogiorno, il 29,9% di tutto il raccolto,
 con un massimo per la Campania, ove in tale categoria di impianti
venne oleificato il 52,8% del raccolto, e un minimo per la Sardegna, pari
al 15,8%. L’olio che vi si ottenne ammontò a quintali 254.000, mentre, se
lo stesso quantitativo di olive fosse stato lavorato nei frantoi azionati da
forza inanimata. se ne sarebbero potuti ottenere circa q.li 48.000 in più.

(1) Le rese della statistica ufficiale richiamate nella tab. 1 non hanno altro
scopo che quello di giustificare il dislivello medio su cui sì pongono i valori denunciati
 dalle due categorie di frantoi nelle singole circoscrizioni; infatti nell’esprimere
tali rese la statistica tiene conto, non solo della situazione delle attrezzature di molitura
 di ciascuna regione, ma altresì della diversa qualità del raccolto in funzione
del particolare andamento stagionale, della influenza degli attacchi parassitari, del
contenuto in olio delle varietà di olive prodotte in ciascuna zona, della condizione
degli oliveti, ecc. E’ perciò da escludersi, almeno allo stato attuale delle indagini, il
confronto tra le rese regionali, ai fini di un giudizio sulla efficienza della rispettiva
industria, mentre appare meno arbitrario quello che si può stabilire nell’ambito di
una stessa circoscrizione tra frantoi azionati con energia di diversa natura.
Va da sè che un confronto del genere, per essere veramente corretto, dovrebbe
restringersi ad impianti contenuti in un ambito territoriale più omogeneo, quale
quello delle zone agrarie o almeno delle regioni agrarie; purtroppo ciò non è possibile
e pertanto ai dati esposti bisognerà dare soprattutto un valore orientativo più che di
fatto, ma senza con ciò escludere che la realtà possa essere anche più grave di quella
che la sintesi statistica mette in evidenza.