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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

Per tale motivo, vi è da aggiungere che, se anche una nuova scoperta
potesse domani consentire l’integrale sfruttamento della materia prima con
metodi che nulla più a che fare avessero con la spremitura o la centrifugazione
 meccanica e con l’estrazione mediante solventi, resterebbe comunque
valida l’istanza di un concentramento industriale.
Inoltre, sulle scelte dimensionali, che l’industria sarà chiamata a compiere,
 influiranno sempre più, oltre ai fattori relativi alla razionalizzazione
del tradizionale processo di esaurimento delle olive, i criteri già fin d’ora
seguiti da una piccola schiera di operatori di avanguardia per estendere il
ciclo di lavorazione anche ai sottoprodotti dell’industria, attraverso l’abbinamento
 al frantoio del sansificio. È’ evidente che, per realizzare un quantitativo
 di sanse sufficiente a rendere conveniente l’estrazione in proprio, il
frantoiano dovrà necessariamente proporzionare la potenzialità delle due
sezioni in modo da raggiungere anche in questo suo impianto multiplo
quella armonicità del ciclo operativo di cui si è detto in precedenza (1).
Per la convenienza che questa combinazione produttiva sta dimostrando
 e per il contributo che la sperimentazione sta dandole per metterla a
punto (2), c’è anzi da auspicare che la revisione strutturale del settore sia
largamente informata a criteri del genere indicato: verrebbero così a ricomporsi,
 dopo decenni di separazione, le varie fasi di lavorazione dell’olio di
oliva, — dalla spremitura alla raffinazione — in imprese integrali, da cui i
vari tipi di prodotto potrebbero affluire sul mercato non più nell’attuale
posizione di contrasto, rappresentativa di interessi di categorie diverse, ma
in una equilibrata subordinazione di valori, interessanti tutti egualmente
un’unica categoria di produttori.
Occorre comunque riaffermare che una prospettiva di tale genere potrà
avere garanzie di attuazione il giorno in cui si sarà mosso il primo passo
verso quel ridimensionamento dei frantoi, che costituisce il presupposto fondamentale
 ad ogni successivo sviluppo.
Il concentramento dei sansifici e delle raffinerie, che fa così stridente
contrasto con la polverizzazione dei frantoi, non è infatti che il portato di
questa ultima condizione.
Se, poi, il mercato degli olii, liberato da quelle dannose sofisticazioni
che oggi lo inquinano, saprà dare a ciascun tipo di prodotto una appropriata
remunerazione, si può credere che l’intervento dei procedimenti chimici nei
frantoi possa costituire la chiave risolutiva, per dare all’assetto dell’industria
 frantoiana quella concezione di moderna razionalità che fino ad oggi
le è mancata.

(1) Vedasi: O. BorTtIinNI, Lavorazione integrale delle olive presso impianti combinati
 di pressione e di estrazione al solvente, Comunicazione al IX Congresso internszionale
 di industrie agrarie, Roma 1952.
(2) Vedasi: G. CINQuINA, Impianto di estrazione dell’olio a mezzo solvente da
sanse e da altri sottoprodotti agricoli, non preventivamente essiccati, ubicabile presso il
frantoio, Comunicazione al IX Congresso citato.