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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

sostanziale miglioramento delle condizioni economico-sociali, si unisce tutta
una serie di altri vantaggi di carattere esecutivo e applicativo per un intervento
 pubblico che volesse, oltre a tutto, suscitare un’attiva partecipazione
al programma degli operatori privati.
L’esperienza, fatta fin’ora sulla base di provvedimenti emanati a favore
delle industrie meridionali e dei contributi di miglioramento riconosciuti a
quegli impianti, che fanno parte di aziende agricole o appartengono a organizzazioni
 di agricoltori, dimostra che con tali mezzi non è possibile
ottenere nessuna sostanziale modifica di struttura.
A parte il fatto che tali provvidenze, essendo aperte indiscriminatamente
 a tutti i settori, determinano tra questi una concorrenza per l’acquisizione
 dei pochi fondi disponibili, che va quasi sempre a discapito di quelli
meno attivi o meno organizzati, la dispersione territoriale, cui esse vanno
soggette anche quando giungono ad interessare una determinata industria.
finisce col far perdere loro ogni efficacia.
Con ciò si vuol dire, in altri termini, che un intervento inteso a modificare
 e a migliorare la struttura del settore allo studio, oltre ad essere per
esso esclusivo e oltre ad informarsi a determinati criteri tecnici, corrispondenti
 ai fini che si vogliono raggiungere, deve anche sapere concentrare
territorialmente i mezzi di cui dispone e precisamente laddove i risultati
ottenibili possano decisamente influenzare di sè, non solo determinate
situazioni locali, ma tutto il complesso frantoiano meridionale.
Ora è evidente che le scelte territoriali dovranno, tra l’altro, preoccuparsi
 di individuare gli elementi, che caratterizzano le singole zone sotto
l’aspetto industriale, in modo da poter adeguare ad essi le forme dell’intervento;
 il quale risulterà così enormemente facilitato nella sua fase applicativa,
 allorchè si tratterà di discriminare le varie iniziative provocate. Ma
da tali preordinati indirizzi trarranno beneficio anche i singoli operatori,
non solo perchè troveranno in essi quella guida nelle loro scelte economiche
 e quella assistenza tecnica, di cui la già ricordata applicazione delle
leggi di industrializzazione ha dimostrato l’assoluto bisogno (1), ma anche
perchè il contemporaneo attivarsi di numerose iniziative concentrate in
ristrette zone ne determinerà una prima selezione spontanea a vantaggio
del generale equilibrio del potenziale produttivo e soprattutto perchè
susciterà la formazione dei cosidetti fattori agglomerativi, che costituiscono
:1 presupposto per lo sviluppo dell’attività industriale.
In linea di massima, si può ancora aggiungere che, nell’individuare i
criteri di orientamento di una razionalizzazione dell’industria olearia, sarà
necessario e conveniente fissare delle graduatorie di priorità non solo tra le
diverse zone individuate — in modo da poter iniziare l’intervento laddove
il bisogno, per lo stato di arretratezza degli impianti, è più urgente e più
favorevoli si presentano le condizioni (quantità e qualità della materia

(1) Vedasi in proposito: M. BATTISTELLI, Considerazioni sugli aspetti tecnico-economici
 delle iniziative industriali nell’Italia meridionale, in vol. Svimez « Aspetti della
industrializzazione del Mezzogiorno ». Roma. 1950.