206 INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

l’ammontare massimo dei singoli finanziamenti — e, per di più, che, essendo
stato il Mezzogiorno più lento del Settentrione ad avvalersi delle agevolazioni
 per il rinnovo delle attrezzature, a maggior ragione bisognava aver
riguardo di quegli imprenditori meridionali che erano stati solleciti e
puntuali ad espletare la procedura.
La questione è oggi di particolare attualità perchè l’E.C.A. deve dare la
sua approvazione alla spesa di 350 milioni richiesti da aziende meridionali
per macchine olearie; e quindi il dilemma « dare o non dare finanziamenti
ai frantoi » è più vivo che mai.
A chi consideri il numero degli impianti — 21.334 — e la loro capacità
complessiva giornaliera che è pari a q.li 331.518 di olive, è logico che
sorgano dubbi circa la convenienza di ulteriori aumenti. Però solo che si
guardi alla composizione qualitativa di tale potenziale non riesce difficile
rendersi conto del perchè nuovi impianti continuino ad essere fatti.

FORZA AZIONANTE

CAPACITÀ LAVORATIVA GIORNALIERA
PER FRANTOIO

Fino a 10 q.li di olive ........
Da 11 a 50 q.ti di olive .......
Oltre 50 q.li di olive
TN COMPLESSO

impianti
no

9,584

2 544

12.131

animata

meccanica

vapacità impianti . capacità
lavorativa %| n° lavorativa 9%

56,8

13,0
0.2

1.185
7.610

4,1
83,0
12.9

408

100 .0

9 202

100 0

impianti
no

10.769
10.154

411

21.234

totale

capacità
lavorativa %

20,1
70,8
Dl

100 .0

Solo il 43% dei frantoi è dotato di forza meccanica, mentre il restante
97% viene ancora azionato mediante forza animata (uomo o animali); va
considerato poi che il 20% della totale capacità lavorativa giornaliera è
ancora frazionato tra frantoi che non possono lavorare più di 10 q.li di
olive al giorno, e che un altro 71% si ripartisce tra i frantoi che arrivano a
lavorarne al massimo 50 q.li; i frantoi da oltre 50 q.li giornalieri detengono
soltanto il 9% della capacità complessiva.
Basta riflettere sui pochi dati sopra esposti per rendersi conto che la
globale potenzialità esistente nel Mezzogiorno è ancora oggi costituita essenzialmente
 da un forte complesso di strutture antiquate e, in generale, antieconomiche.
 E’ pertanto nella necessità di rinnovare tali strutture, potenziandole
 nelle loro singole capacità lavorative, che va ricercata l’origine
 della tendenza verso gli investimenti in questo settore. -
Anche senza pensare ad un intervento dirigista, capace di equilibrare
la creazione di nuova potenzialità con equivalente disinvestimento di attrezzatura
 antiquata, si può credere che il libero gioco del mercato abbia sufficiente
 possibilità di realizzare siffatto equilibrio, in quanto è evidente che la