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- INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

grandi, medie e piccole aziende. Per il pagamento dei contributi nell’acquisto
 delle piantine d’olivo viene autorizzata la spesa di 35 milioni di lire.
Ora, a ben guardare tutta questa serie di provvedimenti, se non si può
non dare atto al legislatore della buona volontà manifestata per aiutare
l’olivicoltura, non si può non rimanere delusi nel considerare e la modestia
degli stanziamenti e soprattutto la debolezza degli stimoli adottati per invogliare
 l’iniziativa privata, scarsamente interessata all’olivo per le ragioni
d’ordine economico già dette.
Il già citato studio della Società nazionale degli olivicoltori calcolava
nel 1949 a 16 miliardi il fabbisogno finanziario per la erogazione di contributi
 nella sola spesa di ricostituzione e di ringiovanimento degli oliveti;
in un miliardo e mezzo il fabbisogno per contribuire alla formazione di
vivai, alle spese di sperimentazione e alla formazione di maestranze specializzate
 in olivicoltura e in oleificio; in 20 miliardi il fabbisogno per la
erogazione di contributi nella spesa per nuove piantagioni di olivi.
Senza ricorrere a consuntivi statistici, che del resto non esistono, per
valutare gli effetti dei provvedimenti finora presi per l’incremento del
nostro patrimonio olivicolo, basta osservare l’andamento della produzione
di olio dell’ultimo sessennio e avere presenti i valori finanziari prima riportati
 per rendersi conto di quanto si sia ancora lontani dall’avere realizzato
quello strumento propulsivo, capace di riportare gli agricoltori verso l’olivo.
Inoltre, va osservato che, nei confronti dell’industria di trasformazione,
nessun provvedimento specifico è mai stato preso per venire incontro alle
sue esigenze di rinnovamento nè, a questo fine, possono riconoscersi di
carattere essenziale i primi risultati, che la cessata organizzazione obbligatoria
 degli olivicoltori era riuscita a raggiungere mediante la creazione
degli elaiopoli consorziali.
| Si può pertanto concludere che l’emanazione di un provvedimento a
favore della olivicoltura e dell’industria connessa è giustificato, oltre che
da motivi di ordine generale, anche da motivi di ordine particolare, i quali
dimostrano:

a) che l’esperienza finora fatta sulla base delle provvidenze aperte a
tutti i miglioramenti fondiari in genere è stata negativa per l’olivicoltura
e l’oleificio, i quali scarsamente hanno potuto beneficiare dei mezzi finanziari
 disponibili perchè battuti in concorrenza da altre opere più sentite
dagli operatori economici e dalla pubblica amministrazione;
b) che l’esperienza fatta sulla base di provvidenze specifiche destinate
 all’olivicoltura è stata modesta perchè l’entità dei sussidi e le modalità
della loro erogazione (1) non sono riuscite a convogliare una massa di ini-(1)

 In proposito, merita di essere rilevato il D.L.C.P.S. 23 dicembre 1947, n. 1686,
il quale, dopo nove anni di esperienza, stabilisce che «I contributi previsti all’art. 4,
n. 2 del R.D.L. 25 agosto 1938, n. 1442 per la piantagione di olivi e per l'innesto di olivastri
 possono essere corrisposti per intero, dopo l’avvenuto collaudo, da eseguirsi dagli
Ispettorati provinciali dell'agricoltura a norma del penultimo comma del successivo
art. 6, prescindendo da ogni ulteriore accertamento sul risultato delle piantagioni e
degli innesti eseguiti »