XVII - PER UNA LEGGE A FAVORE DELLA OLIVICOLTURA E DELL'INDUSTRIA OLEARIA 217

ziative verso l’olivicoltura e relative industrie nella proporzione che appare
necessaria per risolvere i problemi, già da tempo posti dalla bonifica, e ora
accentuati dalle necessità della riforma fondiaria e dal bisogno di aumentare
 le nostre disponibilità di oli.
Per quanto riguarda in particolare l’industria olearia, per la quale non
sono mai stati presi provvedimenti particolari e per il cui sviluppo si
apre, solo entro determinati limiti, la possibilità di adire il credito agrario di
miglioramento o, in tempi più recenti, il credito per la industrializzazione
del Mezzogiorno. va detto che:
a) un provvedimento specifico ad essa destinato si impone per rinnovarne
 la struttura, che oggi nessuna altra industria possiede in stato così
antiauato;
b) che, per tale azione di profondo rinnovamento, nessuna delle
attuali provvidenze di carattere finanziario e creditizio si manifesta appropriata
 (1) o per ragioni di prassi applicativa, che praticamente ha escluso le
industrie agrarie dal beneficio dei contributi, o per prescrizioni di carattere
strumentale, che, specie per quanto riguarda il credito di favore, mal si
adeguano alle esigenze di detta industria e delle varie categorie di operatori
che possono gestirla.

5, - In termini generali, affinchè un provvedimento per lo sviluppo
della olivicoltura e dell’industria olearia possa sortire gli effetti auspicati,
dovrebbe corrispondere ai seguenti requisiti:

1) essere integrale e cioè contemplare, con visione organica delle
interrelazioni tra loro esistenti, tutte le fasi del processo tecnico di produzione.
 da quella colturale a quella industriale;
2) essere specifico, nel senso che le provvidenze siano appositamente
disposte per il settore dell’olivo, e per la cui fruizione non si determini una
concorrenza del settore stesso con altri settori;
3) essere differenziato, e quindi capace di adeguarsi alle molteplici
situazioni giuridiche ed economiche, in rapporto alle quali si estrinsecano
le naturali condizioni di sviluppo del settore. Questa caratteristica è particolarmente
 importante nei confronti della fase industriale, i cui imprenditori
 appartengono alle più diverse categorie; l’intervento pubblico deve
cercare di sollecitarle tutte, per garantire la più ampia partecipazione degli
operatori economici all’azione di rinnovamento.

Tralasciando la fase commerciale, per la quale evidentemente i problemi,
 che si pongono, esulano dai limiti di un singolo provvedimento e
investono problemi tra loro interferenti e correlati, che difficilmente possono
 trovare la loro soluzione nell’ambito di un solo settore, è bene porre in
rilievo che il provvedimento di che trattasi dovrà, per quanto possibile,

(1) Vedasi il cap. IV: Credito. ecc.