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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

Il livello medio, raggiunto in quell’anno dal Mezzogiorno, è merito
tuttavia quasi esclusivo dell’industria pugliese che lavorò il 51,3% delle
sue uve in cantine da almeno 500 hl; la Sicilia, la cui vendemmia fu di poco
inferiore a quella della Puglia, ve ne lavorò solo il 14% e la Campania non
ve ne lavorò che il 2%, pur avendo raccolto più di 4,5 milioni di quintali
di uva.

TAB. 3. — LE UVE VINIFICATE NEL 1936 IN MEDIE E GRANDI CANTINE.

CIRCOSCRIZIONI

Abruzzi e Molise .
Campania .......
Puglia iii!
Basjlicata ....... |!
Calabria .........
Sicilia...esesesene e
Sardegna ........
SUD iis aaa
NorRD ..
ITALIA ........

UVE VINIFICABILI

1

A

2.403.590 |
4.559.720
5.143.820
366.150
787.100 |
4.906.160 |
165.210

4,6
8,6
9,7
0,7
1,5
9,3
0,3

18.331.750 !
34.459.020

34,7
65.3

0 700) 770

100,0

74
199
1.103
16

66
L. 002
98

2.558
5.278

7 8236

CANTINE DI ALMENO 500 hl

UvE VINIFICATE

q.li

% sulle uve |
vinificabili

0,9
2,5
14,1
0,2
0,8
12,8
1.3

33.559
89.555
2.640.105
13.991
65.240
685,239
32.392

1,4
2,0
51,3
3,8
8,3
14,0
19.6

32,6
67,4

3.560.081
6.431.492

19,4
18.7

100,0

9.991.573

18,9

VINO PRODOTTO

hl % sul vino
producibile

28,987
101.593
2.157.363
8,389
82,795
977.037
139 132

1,8
3,5
61,6
3,6
11,4
30,7
137,9

3.465 i
7.714.551

28,9
34.9

11.179 842)

32,8

Per raggiungere la produzione indicata nelle due ultime colonne della
tab. 3, gli impianti censiti ricorsero, oltre che alle uve, anche ai mosti e a
vini suscettibili di ulteriori lavorazioni.
L’esame della composizione della intera massa (1) della materia prima
lavorata riesce di particolare interesse, perchè mette in evidenza una notevole
 diversità di indirizzi produttivi nell’industria delle due circoscrizioni,
Nord e Sud, e in quella delle singole regioni.
Nelle cantine settentrionali i vini semilavorati entrano in percentuale
pari al 38,5%, mentre in quelle meridionali solo per il 26%; in Puglia la
percentuale scende ulteriormente al 13,1%.

(1) Nelle cantine censite vennero lavorati, oltre a q.li 9.991.573 di uve, hl. 1.213.798
di mosti ed hl 4.026.555 di vini. Ai fini del calcolo riportato nella tab. 4, questi due
ultimi quantitativi sono stati ridotti in uva con i coefficienti 0,691 e 0,646 rispettivamente.
 Il dato globale ottenuto, pari a q.li 17.981.207 di uve non è confrontabile con
la produzione dell’annata, per il motivo già detto che tra i vini e i mosti impiegati
nel 1936 sono indubbiamente presenti partite di anni precedenti. Per precisione, occorre
ancora dire che dai riportati quantitativi di materia prima furono ottenuti, nell’anno
di Censimento, anche hl 234.940 di aceto, non riportati nella penultima colonna
della Tab. 3.