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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

Tocco Casauria, Castiglione, Alanno e Manoppello e le colline litoranee
del ‘pescarese ton Montesilvano, Città Sant’Angelo, Cappelle, Moscufo e
Collecorvino in provincia di Pescara; la bassa valle del Tordino con i
comuni di Giulianova, Mosciano Sant’Angelo, Castellalto, Notaresco, Morro
d’Oro, Roseto, Bellante, S. Omero, Corropoli nel Teramano; le colline che
comprendono i comuni di Montagano, Toro, Baranello, Fossalto e Campodipietra,
 e il territorio che fa capo ai comuni di Bagnoli del Trigno, Limosano,
 Civitanova del Sannio, Frosolone e Durania nel Molise.
Il vitigno da vino più diffuso è il Montepulciano; in limitate superfici
vengono allevati il ‘Trebbiano, il Sangiovese, il Montonico e il Campolese;
con il primo si produce il Montepulciano d'Abruzzo, vino di un colore rosso
carico profumato ed armonico, con 12°-13° di alcool che possono arrivare
anche ai 14°, con il 6-8% di acidità totale e con il 22,35% di estratto secco.
L’acidità totale e l’estratto secco variano da zona a zona e toccano i valori
più bassi nell’aquilano e i più alti nel pescarese. Con il Trebbiano si produce
un vino bianco asciutto, abbastanza armonico con 10,5°-12° di alcool e il 5,7%
di acidità totale: serve ai consumi locali. ‘
Un vino che potrebbe essere largamente valorizzato è il Cerasuolo
d'Abruzzo, di c@lor xosso..ciliegia chiaro; .di. profumo .delicato, di sapore
leggermente amabile con 11°-13° d’alcool, il 5-7% di acidità totale e il 20-28%0
di estratto secco, che si produce ora, con caratteristiche diverse, nelle provincie
 dell’Aquila, di Chieti e di Pescara quasi esclusivamente per il consumo
 locale.
Si deve inoltre segnalare la zona di Corfinio ove, ricostituiti i vigneti
gravemente colpiti dalla fillossera, si potrebbe avviare una produzione
di rosati di alta qualità, capaci di concorrere con i rosati del Veneto. In
questo territorio un tempo era diffuso il vitigno Campolese col quale si produceva
 il Corfinio bianco: attualmente nella ricostituzione dei vigneti fillosserati
 il Campolese è stato quasi integralmente sostituito dal Montepulciano.
 Sarebbe però augurabile che nei nuovi impianti si facesse un maggior
 impiego di Campolese, onde riportare la produzione del relativo vino
all’importanza di una volta.
Anche nel Teramano, nei comuni precedentemente indicati dove si
produce circa il 50% di tutta l’uva da vino della provincia (q.li 500.000),
la creazione di moderni impianti, oltre a consentire la produzione di un
buon Montepulciano e di un tipo da pasto rosso, realizzerebbe la lavorazione
sul posto delle uve che invece, per la mancanza di attrezzatura enologica,
emigrano ogni anno in una quota oscillante tra il 15 e il 20% nel Nord.
Così pure l’esigenza di: un potenziamento dell’industria enologica è
sentita nel Molise ove la ricostituzione dei vigneti colpiti dalla fillossera è
molto intensa.
In tutte le zone precedentemente indicate sussistono le possibilità di
una valorizzazione dei prodotti e quindi la necessità di uno sviluppo dell’industria
 enologica: tuttavia, agli effetti immediati, le zone ove si presentano
 le condizioni più favorevoli per la creazione di un moderno stabili-