XIX - RISULTATI RI UN'INDAGINE SULLE POSSIBILITÀ DI SVILUPPO, ECC. 239

mento vinicolo potrebbero essere quelle che fanno capo a Pratola Peligna
in provincia di Aquila, d Torre de’ Passeri, in provincia di Pescara, e a
Ortona in provincia di Chieti:
Nella prima zona si può contare su una produzione annua di 150-200.000
quintali di uva che affluiscono a Pratola, oltrechè dal proprio territorio, dai
comuni vicini. I vigneti sone nella maggior parte di proprietà di piccoli coltivatori
 diretti: quelli che appartengono a medie aziende sono condotti in
genere a mezzadria. La; vinificazione viene compiuta direttamente nelle
cantine dei produttori e solo in annate di forte produzione si-ha-an-commercio
 di mosti non fermentati e di uve, -
Le dimensioni iniziali dell’impianto, suscettibili di essere successivamente
 ampliate, potrebbero essere inferiori a quelle del distrutto enopolio
consortile, di proprietà. del cessato Ente della viticoltura, che aveva una
capacità di 30.000 h];,.tipartiti in 102 vasche.
Scopo del nuovo: stabilimento sarebbe quello di produrre un tipico
Montepulciano da pasto con le uve delle zone di origine e, secondariamente,
quello di accogliere, in determinate condizioni, altri mosti e altri vini per
operare sapienti tagli’ e fornire così prodotti di massa a caratteri. costanti.
Nella zona che fa capo a Torre de’ Passeri predomina la piccola proprietà
 coltivatrice e, per le medie aziende, la conduzione a mezzadria. La
superficie investita a vigneto è in fase di estendimento, essendo in corso
vaste ricostituzioni, e, attualmente, la produzione complessiva di uve del
territorio si può valutare sugli 80-100.000 quintali.
Il vino che caratterizza questa zona è il rosato d’Abruzzo ottenuto dal
Montepulciano fermentato in bianco, fuori del contatto delle vinacce: ma
un buon orientamento produttivo potrebbe essere anche quello tendente a
confezionare tipi fermentati in presenza delle vinacce, che troverebbero sui
mercati di consumo dell’Italia Settentrionale la più favorevole accoglienza.
Lo stabilimento potrebbe avere una capacità iniziale di 10.000 hl. e la
forma di gestione potrebbe essere quella cooperativa, in cui fossero chiamati
a parteciparvi i principali produttori vinicoli della zona. Questi potrebbero
così consolidare la loro produzione, che in alcuni casi è già di ottima qualità,
portando’ sul mercato una massa di vino omogenea e in grado quindi di
assicurarsi una costante clientela sia all’interno che all’estero.
Nella zona di Ortona ove si constata una intensa ripresa della coltura
viticola indirizzata specialmente verso l’impianto del Pergolone — che è
ottima uva da tavola — vi è una buona produzione di Montepulciano che
col Trebbiano e il Sangiovese, di cui pure si stanno facendo piantagioni,
potrebbe fornire un ottimo vino del tipo Chianti. Il vino che attualmente si
produce viene invece in larga misura utilizzato nel Settentrione come materia
 prima per tagli e successivi affinamenti. Poichè in questa zona non tutti
i produttori, per insufficiente capacità ricettiva delle proprie cantine, vinificano
 integralmente le uve, delle quali pertanto vi è ogni anno un attivo
commercio, si può pensare ad un’impresa, costituita da alcuni dei maggiori