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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

interesse. immediato per la sua valorizzazione, dato il buon quantitativo
prodotto (40.000 h1.), è il S. Giorgio bianco che si ottiene nei comuni di
S.Giorgio del Sannio, S. Nazzaro Calvi, S. Martino Sannita, S. Nicola Manfredi
 ove i vitigni di Coda di Volpe, di Greco e di Fiano trovano nelle condizioni
 di suolo e di esposizione le condizioni migliori per dare un vino
finissimo di colore ambrato, con 12° di alcool. Il maggiore impiego che si
fa invece attualmente di tali uve è quello per la preparazione di filtrati dolci
che, portati nel Settentrione, servono per i vermouth e per gli spumanti.
La provincia, che presenta in genere un’attrezzatura enologica modesta ed
antiquata contrapposta ad una notevole produzione di uve di pregio, potrebbe
 trovare in stabilimenti da creare nei comuni di Castelvenere e di
S. Giorgio del Sannio un primo elemento pilota per il successivo sviluppo
dell’industria enologica del beneventano.
Nel casertano i vigneti sono concentrati nella zona di Aversa e nei
comuni di Sessa Aurunca, di Mondragone e di Carinola dove la inadeguatezza
 dell’attrezzatura svilisce la produzione e fa fortemente sentire la
necessità di un’organizzazione di produttori per la creazione di un impianto
moderno.
In provincia di Salerno, favorita da predominante giacitura collinare
affacciantesi sulla costa per uno sviluppo di oltre 200 chilometri vi sarebbe
la possibilità di produrre una vasta gamma di vini pregiati, da quelli da
« pesce » a quelli da pasto e ai liguorosi da « dessert ». Di norma tale produzione,
 per deficiente organizzazione tecnica e commerciale, alimenta
invece il mercato dei vini comuni ed indifferenziati:
Ad eccezione dei bianchi di Ravello, Furore e Positano della costiera
amalfitana, che beneficiano di buona preparazione, tutta l’imponente massa
che resta, è soggetta a lavorazione empirica ed a carattere familiare.
Vini da pasto di classe superiore potrebbero dare le uve di Corbara e di
Tramonti nella Costiera amalfitana, come quelle delle pendici del Monte
Julio e delle Colline di Giovi ad oriente del capoluogo, se, dopo idonea
vinificazione, i prodotti fossero sottoposti a razionale invecchiamento. Il vini
rossi di Moio e Pellare nel Cilento e quelli di S. Gregorio Magno e Bellosguardo,
 nell’Alta Valle del Calore, raggiungerebbero ben altra affermazione
 nel campo dei tipi da « arrosto » se potessero presentarsi — razionalmente
 preparati — in tipo uniforme e costante. Salvitelle, Controne, Postiglione
 e le zone limitrofe potrebbero fornire vini bianchi da valorizzare
per la preparazione degli spumanti, qualora una adatta vinificazione ne
consolidasse ed affinasse le qualità. Nell’estremo lembo sud-orientale della
provincia, verso la « Punta Licosa», si produce materia prima, ad alta gradazione
 zuccherina, che sarebbe ottima per la preparazione dei « passiti » menire
 viene. attualmente, trasformata in vini comuni.
In provincia di Avellino sono da segnalare: i territori di Montoro,
Solofra, Serino, Tufo, Santa Paolina, Prata, Grottolella, Altavilla, Montefredane,
 Capriglia, dove la vite è generalmente allevata ad arbusto e consociata
 ai seminativi: iì comuni di Taurasi, Montefusco, Montemiletto,