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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

3. - Mentre per altre regioni, più forti produttrici di vino, l’enologia
rappresenta uno degli elementi, che caratterizza insieme ad altri il complesso
 economico regionale, per la Puglia l’enologia costituisce invece il
primo e fondamentale elemento su cui si impernia tutta quanta la sua
struttura economica.
Prova ne è l’intenso sviluppo industriale che il settore enologico presenta
 in Puglia, a differenza delle altre regioni meridionali e anche di
molte altre regioni del Centro e del Settentrione; sviluppo industriale, a cui
si collegano intense correnti di traffico con il Nord e con l’Estero.
Il Censimento industriale, rilevando nel Mezzogiorno 2.558 stabilimenti
 vinicoli di almeno 500 hl. di capacità di invaso, ne attribuì ben
1.103 alla Puglia. In detti stabilimenti la materia prima vinificata
rappresentò il 51,3% dell’uva vendemmiata nell’anno della rilevazione,
il che sta a denotare, specie se si tiene conto della larga immigrazione in
Puglia di uve di altre regioni, l’elevato grado di industrializzazione raggiunto,

Quando però si passi ad esaminare la natura della produzione effettuata
in tali tipi di impianto si vede come sui 2.157.363 ettolitri di vino da essi prodotti
 ben 1.500.162 ettolitri siano stati classificati dal Censimento come vino
da taglio. Ora pur essendo ormai pacifico che i vini da taglio rappresentano
una produzione tipica che ha trovato un suo naturale ambiente economico
e tecnico nel complesso vinicolo italiano e che pertanto come tale va difesa,
tuttavia non sfuggono alla indagine minuta e locale la possibilità che molti
di detti vini avrebbero di essere valorizzati come prodotti finiti, smerciabili
sui mercati di consumo anche i più esigenti.
In relazione alla superficie vitata l’ordine di importanza delle singole
provincie è il seguente: Bari, Lecce, Taranto, Brindisi e Foggia. Data però
la diversità delle produzioni unitarie per ettaro coltivato, mediamente si
riscontra che, ad eccezione della provincia di Foggia, la quale si distacca
nettamente da tutte le altre, le restanti provincie hanno una importanza
enologica pressochè del tutto eguale.
La differenza tra le singole provincie riemerge però quando si esamina
il potenziale industriale in base al citato Censimento, poichè i 1.103 stabilimenti
 precedentemente indicati si ripartiscono nella seguente misura tra
le 5 provincie: Bari n. 296 (26,8%), Taranto n. 61 (5,5%), Lecce n. 361
(32.8%), Brindisi n. 176 (16,0%), Foggia n. 209 (18,9%).
La qual cosa, se messa in relazione ai dati della produzione precedentemente
 indicata, già di per sè può indicare la diversità delle situazioni della
regione e quindi il diverso grado di suscettibilità di sviluppo dell’industria
enologica. .
Allo scopo di meglio orientarsi nell’esame della produzione enologica
pugliese, si possono classificare in tre grandi gruppi, i vini che vi si producono
 e in relazione ad essi distinguere le zone di produzione: i vini da taglio,
i vini da pasto e i vini liquorosi.