XIX - RISULTATI DI UN'INDAGINE SULLE POSSIBILITÀ DI SVILUPPO, ECC. 245

I vini da taglio si può dire che rappresentino il sostegno di tutta l’industria
 enologica italiana che di essi si serve per equilibrare la produzione
vinicola di quelle regioni alle quali difettano il grado alcoolico. il colore e
le sostanze estrattive.
Si distingono per la Puglia tre tipi principali di vini da taglio: quello
originato dalle uve del vitigno di Troia e che viene commercialmente
distinto con il nome di Barletta, la cui zona di produzione comprende, oltre
il territorio di Barletta, quelli di San Ferdinando, Trinitapoli, Margherita
di Savoia, Canosa, Cerignola e parte dei territori di Andria e di Trani.
In questi ultimi anni un notevole sviluppo è stato raggiunto, nella zona
di Barletta, dall’industria vinicola, per merito di industriali e di agricoltori.
L’altro tipo da taglio è quello originato dal vitigno Negro amaro e dalla
Malvasia Nera coltivata in provincia di Lecce e in quella di Brindisi, nella
quale si associa ai due vitigni fondamentali anche il Susumantiello.
Il terzo tipo di vino da taglio è quello che ha origine dal vitigno Primitivo
 di Gioia e che si produce nella vasta zona di Gioia, Acquaviva, Adelfia,
Casamassima e nella pianura tra Taranto e Brindisi con centro in Sava
e in Manduria.
I tre tipi di vino descritti contribuiscono alla produzione vinicola pugliese
 per circa 1.600.000 ettolitri non tenendo conto di produzioni minori
di vino da taglio, non caratterizzate del resto ancora bene nei loro elementi
tipici.
Un aspetto non ancora ben conosciuto della produzione enologica pugliese
 è quello riguardante i vini da pasto che essa produce e che attualmente
 vengono valorizzati e largamente richiesti dal consumo in altre
regioni, di cui assumono il nome perdendo quello di origine. Tra i vini
rossi e rosati da pasto è molto apprezzato quello che si produce nella zona
che prende il nome dal Castel del Monte. Questo vino si ottiene da una
mescolanza di uve di Bombino Nero (70%) con l’uva di Troia e il Montepulciano
 (30%).
Con i mosti ottenuti da queste uve e non fermentati a contatto della
vinaccia si prepara nella stessa zona un rosato di delicato profumo, leggero
di corpo e molto gradevole, richiesto particolarmente dai mercati svizzeri e
dell’Alto Adige.
Anche i vini da pasto rossi e rosati della zona collinare di Castellana e
Conversano hanno raggiunto un elevato grado di affinamento; in provincia
di Brindisi la zona che va da Galatina a Otranto è pur essa suscettibile di
formare una produzione di rossi e rosati molto adatti al consumo. Nella zona
di San Severo i vini rossi che si ottengono dal Montepulciano e nella zona
di Gioia del Colle quelli che si ricavano dal secondo taglio dell’uva di
Primitivo offrono grandi possibilità di valorizzazione diretta.
Le vaste zone di produzione di San Severo e di Torre Maggiore, in
provincia di Foggia, e di Martina Franca, Locorotondo, Alberobello in
provincia di Bari, offrono una serie di vini bianchi attualmente molto
conosciuti come materia prima per la fabbricazione del Vermouth; ma