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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

un’appropriata propaganda e òrganizzazione commerciale potrebbero
valorizzarli come finissimi vini da pasto, perchè dopo un anno di invecchiamento
 sono in grado di figurare come eccellenti vini da pesce.
Il vitigno base per la produzione del San Severo bianco è il Bombino
che dà un vino armonico e assai fine quando non superi di molto i 12° di
alcole, con una acidità totale di 6,5 gr. per litro.
I vini bianchi di Martina Franca e Locorotondo provengono invece dalle
uve dei vitigni Verdea e Bianco di Alessano.
Degni di nota sono pure i bianchi di Castel del Monte, quelli
della zona collinare di Conversano-Castellana e i vini di Ostuni e quelli
di Cisternino. Questi ultimi vengono prevalentemente acquistati dai fabbricanti
 di Vermouth dell’Alta Italia; quelli del tipo Ostuni sono assorbiti
prevalentemente dal mercato di Roma.
Si può ritenere che l’entità della produzione dei vini da pasto, che già
vengono prodotti con caratteristiche costanti e ben stabilizzate, superi
il milione di ettolitri; indubbiamente c’è però un’altra quota notevole di
questi vini che con una appropriata tecnica potrebbero assicurarsi definitivamente
 la caratteristica di ottimi vini da pasto.
Il terzo gruppo, che si può individuare nella produzione enologica pugliese,
 comprende i vini liquorosi: in passato, la produzione di questi vini è
stata sempre molto limitata, pur non essendo mancati pregevoli studi e
ricerche tendenti a mettere a punto i metodi di vinificazione che tali vini
richiedono ed a promuovere anche delle cooperative per la produzione di
essi. I vitigni che richiamano il maggior interesse per questa produzione
sono: il Moscatello che specialmente nel territorio di Trani e nella provincia
 di Lecce trova condizioni ambientali particolarmente favorevoli, dando
un moscato liquoroso di un bel colore dorato, limpidissimo e di delicato e
caratteristico aroma; l’Aleatico, che si coltiva specialmente nella zona di
Gioia, Acquaviva e Adelfia in provincia di Bari e nel Brindisino; la
Malvasia bianca, molto diffusa nel Brindisino e nel Capo di Lecce che può
dare un vino da dessert molto fine.
Un deciso orientamento dell’industria, che si dedica a questa speciale
produzione, a dotarsi di attrezzature per l’invecchiamento, potrà dare alla
Puglia una posizione di primo piano sui mercati consumatori di questi vini
liguorosi.

4. - L’interesse, che la Basilicata presenta dal punto di vista enologico,
tion le deriva tanto dal suo patrimonio viticolo, che è il più modesto di
tutte le regioni italiane, quanto dalla possibilità di raggiungere, attraverso
un adeguato sviluppo industriale, dei risultati molto notevoli, data la
ottima qualità dei vitigni coltivati.
Lo stato attuale dell’attrezzatura vinaria non consente la valorizzazione
 sul posto delle uve, che pertanto sono esportate in altre regioni,
oppure vengono vinificate, nella maggioranza dei casi, con sistemi rudimentali.
 Infatti dal Censimento industriale del 1937 sono stati rilevati soltanto