XIX - RISULTATI DI UN'INDAGINE SULLE POSSIBILITÀ DI SVILUPPO, ECC. 247

16 esercizi (1) con una capacità in vasi vinari di almeno 500 hl, che rappresentano
 appena lo 0,2% dell’attrezzatura censita in Italia: nella vendemmia
del 1936, nella quale si produssero in Basilicata q.li 366.150 di uva destinata
alla vinificazione, soltanto 13.991 q.li furono vinificati negli esercizi dotati
della capacità minima sopraddetta. La percentuale di uva ivi lavorata
rappresenta pertanto il 3,8% della produzione.
In provincia di Matera le zone più interessanti dal punto di vista vitivinicolo
 sono quelle che fanno capo ai comuni di Irsina e di Tricarico.
La produzione totale della zona di Irsina può valutarsi mediamente a
circa 45.000 quintali di uva all’anno; quella della zona di Tricarico, minore
poichè è minore la superficie vitata, si aggira intorno ai 17.000 quintali
di uva.
I due agri sono contermini; le varietà coltivate sono l’Aglianico, che
prevale decisamente ad Irsina, il Primitivo di Gioîa, il Sangiovese, ecc. I vini
prodotti hanno una forte gradazione alcoolica, soprattutto quelli di Irsina,
e sono adatti al taglio di vini poco alcoolici, mentre quelli dell’agro di
Tricarico sono più leggeri, ma più eterei e profumati.
Attualmente la vinificazione è fatta, in genere, con metodi primitivi;
le cantine private sono dotate di appena poche botti, qualche tino ed alcuni
barili e la loro capacità d’invaso è molto modesta essendo in generale il
vigneto piuttosto frazionato. In genere le uve sono acquistate ed esportate
da industriali e commercianti delle provincie finitime.
La creazione. in un primo tempo, ad Irsina, di una cantina sociale
potrebbe rappresentare, se bene impostata e convenientemente condotta,
un esempio della strada da seguire per lo sviluppo dell’industria enologica
nella provincia.
L’indagine della «Svimez» ha individuato come zona più suscettibile di
un pronto sviluppo industriale quella che comprende i territori dei comuni
di Rionero, Barile, Rapolla, Ripacandida con la frazione di Ginestra,
Maschito, Melfi e Venosa in provincia di Potenza; nel 1929, secondo il
Catasto agrario, tali comuni possedevano complessivamente una superficie
vitata attorno ai 2.000 ha in coltura specializzata. Nel ventennio trascorso
dalla rilevazione catastale la superfice è notevolmente aumentata e l’indagine
 compiuta ha rilevato circa 4.000 ha di vigneti, di cui quelli di impianto
più recente sono consociati all’olivo.
I vigneti occupano una serie di colline che dai 300 m.s.m. si spingono
fino ai 600, a sud est dell’antico vulcano del Vulture, che ha dato origine a
terreni sciolti, permeabili e profondi con alto grado di fertilità. ove la
vite alligna molto bene.
Nella zona la viticoltura è in pieno sviluppo e tende a riguadagnare i
terreni che erano stati destinati alle semine, dopo le distruzioni causate
dalla fillossera: si calcola che la superficie a vigneto potrebbe facilmente

(1) Nell’anno di Censimento, dei 16 impianti, 4 produssero complessivamente
5.650 hl. di vino con una produzione media di hl. 1.412; 4 ne produssero complessivamente
hl. 2.765; 3 ne produssero complessivamente hl. 800; 5 ne produssero hl. 274 con una
media quindi di hl. 55 ciascuno.