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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

— data l’esistenza di terreni che si prestano alla coltura altrettanto bene di
quelli già trasformati e data la presenza di una maestranza. che, per
tradizione, conosce le cure che si devono praticare alla vite — raggiungere
gli 8.000 ettari, raddoppiando la produzione attuale che è di 200.000 q.li.
Il vitigno Aglianico ha eccellenti qualità sia dal lato organolettico
 che da quello della costanza produttiva; scarsa è invece la
produzione di uva bianca speciale, come la Malvasia e il Moscato. Una delle
cause, che maggiormente ha ostacolato lo sviluppo industriale nel settore
enologico, va ricercata, oltrechè nell’assoluta deficienza di capitali, nell’accentuato
 frazionamento delle proprietà le quali, mancando di spirito
di cooperazione, si sono ristrette a vinificare il prodotto nelle piccole e rudimentali
 cantine aziendali; pochissimi produttori sono in grado di fornire al
mercato quantitativi che raggiungono i 300 q.li e, in media, il commercio
tratta partite di una cinquantina di quintali. Di esigua capacità e con
attrezzatura molto deficiente sono del resto anche gli stabilimenti dei commercianti
 i quali si dedicano, più che altro, ad un lavoro di commissione,
per conto di ditte settentrionali, e ad una modesta produzione di vini in fiaschi
 e di spumanti naturali col procedimento rapido in autoclave.
Mancando nella zona veri e propri stabilimenti vinicoli le uve vengono
spedite fuori zona, per la maggior parte verso il Piemonte, il Veneto, la
Lombardia e, da alcuni anni, verso Barletta, la quale tende ad assorbirne
quantità sempre maggiori per rifornire le proprie cantine con le uve del
Vulture, la cui vendemmia inizia quando la svinatura dei vini dell’Alta
Puglia sta quasi per essere ultimata. Si calcola che in complesso partano
ogni anno da Rionero e da Barile, che sono i centri dislocati sulla linea
ferroviaria, dai 60 ai 70 mila quintali di uva.
In queste condizioni di prospettive di incremento viticolo, di intrinseche
buone qualità della materia prima, di insufficiente capacità ricettiva delle
cantine, di arretratezza dell’attrezzatura, l’opportunità di dar vita ad una
razionale industria appare evidente.
L’impianto che viene consigliato, dopo aver esaminato la situazione
della zona, dovrebbe avere una potenzialità iniziale, suscettibile di ampliamento,
 per 10.000 q.li di uva, e dovrebbe essere progettato per la diretta
vinificazione delle uve, essendo assolutamente sconsigliabile effettuare la
lavorazione di vini, già fermentati nelle cantine esistenti che difettano di
attrezzature e di tecnica.
L’impianto potrebbe sorgere nei pressi della stazione ferroviaria di
Rionero o di Barile, essendo gli altri centri di produzione collegati a tali
località da strade comunali e da mulattiere.
La finezza delle uve di Aglianico, l’armonicità di costituzione dei mosti
e la natura dei fermenti consentono di orientare la lavorazione verso la
produzione di vini asciutti ben fermentati (1), lasciando alle iniziative in

(1) Le caratteristiche organolettiche e la composizione dell’Aglianico del Vulture
sono: color rosso dal rubino al granata; sapore fresco armonico; profumo delicato caratteristico;
 alcool 12-14° in volume; estratto secco 25-30 gr./1.; acidità volatile 0.3-0,4 gr./1.;
ceneri 2.7-9 gr/l.