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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

di terzi, e l’incetta dei mosti assume spesso il carattere della più avida speculazione;
 esistono nella zona una decina di distillerie e un impianto per la
estrazione dell’olio dai vinaccioli, che non consigliano quindi la creazione di
nuove unità del genere.
La grande disponibilità di materia prima consentirebbe in tutte le zone
indicate la creazione di stabilimenti di grande mole; d’altra parte, l’elevato
costo dell’impianto non consiglia inizialmente di superare certi limiti, che
possono oscillare tra i 10.000 e i 30.000 hl. di capacità d’invaso; la forma da
dare all’impresa, qualora lo spirito cooperativo non fosse in grado di
attuarsi nella forma della cantina sociale, potrebbe convenientemente essere
quella industriale, dato che riuscirebbe facile all’imprenditore l’assicurarsi
sul mercato le uve o i mosti necessari.

7. - L’importanza che l’industria enologica può avere per l’economia
della Sardegna risulta nettamente quando si pensi che le particolari condizioni
 ambientali consentono di ottenere vini di alta tipicità, non facilmente
surrogabili con prodotti di altra provenienza e le cui caratteristiche, assimilabili
 a quelle dei vini spagnoli e portoghesi, incontrerebbero il massimo
favore tra i consumatori dell’Europa settentrionale.
La risoluzione del problema vinicolo sardo, orientando decisamente la
produzione verso i tipi di qualità pregiata, troverebbe i suoi presupposti e
quindi il suo naturale inserimento in quella organizzazione degli scambi cui
tendono oggi i paesi europei attraverso il reciproco adattamento delle
proprie economie.
Delle tre provincie, quella di Cagliari è la più importante dal punto di
vista viticolo: le zone più intensamente vitate della provincia sono il
Campidano di Cagliari e il Campidano di Oristano.
Nel Nuorese, offrono interessanti aspetti dal punto di vista enologico la
regione dell’Ogliastra, la vallata di Bosa e il territorio di Oliena, dove si ha
il caratteristico vino di Oliena che raggiunge una gradazione alcoolica fino
ai 18°-19° ma che è prodotto in ridottissima misura.
Nel Sassarese, la zona di maggior produzione vinicola è quella di Sorso
comprendente anche il comune di Sennori; altre zone viticole sono quella di
Tempio e quella di Alghero oltre ai territori che fanno capo a Ittiri e a
Ploaghe.
Lo sviluppo maggiore dell’industria enologica si riscontra, nella zona di
Cagliari, concentrato nel capoluogo e nelle frazioni di Monserrato e Pirri:
ivi esistono alcuni buoni stabilimenti vinicoli che un tempo, prima che la
fillossera compisse le sue gravi distruzioni, erano molto fiorenti. i
In occasione del Censimento industriale del 1937 in detta zona vennero
censiti due impianti con produzione superiore ai 20.000 hl.; 6 con una produzione
 compresa tra i 5 e i 10.000 hl; 15 con una produzione tra i 1.000
e i 5.000 hl. Nei citati impianti venne lavorato circa 1/3 delle uve prodotte
in provincia.
I vini tipici della Sardegna sono: la Vernaccia del Campidano di Oristano.
 la Malvasia asciutta, la Monica, il Nasco e il Girò del Campidano di