XIX - RISULTATI DI UN'INDAGINE SULLE POSSIBILITÀ DI SVILUPPO, ECC. 257

Cagliari, il Canonau dell’Ogliastra, l’Oliena, la Malvasia amabile del territorio
 di Bosa, il Moscato di Tempio. A questa numerosa serie di vini di qualità
 vanno aggiunti il Nuragus, vino bianco comune che si produce nella
misura di circa 300.000 hl. nel Campidano di Cagliari e le cui caratteristiche
potrebbero essere migliorate per renderlo un buon vino da pasto adatto al
consumo interno, il Vino rosso di Sorso, il Torbato di Alghero.
[ fattori che sinora si sono opposti ad una netta affermazione dei vini
sardi sui grandi mercati di consumo, malgrado la buona fama che essi
godono tra gli intenditori, si compendiano sostanzialmente nel fatto che
essi sono prodotti in piccole quantità, ripartite a loro volta tra una numerosa
serie di cantine non in grado di conferire al prodotto quella omogeneità e
quella costanza di caratteri che i consumatori richiedono.
Il problema enologico sardo è quindi soprattutto ancora un problema
viticolo, che richiede precise direttive sulla scelta dei vitigni e dei terreni
per dare una maggiore uniformità e una maggiore consistenza all’attuale
produzione.

Agli effetti di un immediato sviluppo dell’industria enologica sarda
possono ritenersi come prontamente suscettibili di accogliere delle moderne
iniziative il Campidano di Oristano e l’Ogliastra dove le uve prodotte potrebbero
 essere invogliate ad avviarsi, attraverso ben congegnati ed equi
rapporti con gli agricoltori locali, verso il nuovo stabilimento.
Nel Campidano di Cagliari, invece, l’esigua superficie dei vigneti produttori
 di uva adatta. al confezionamento di vini pregiati e l’esistenza di
alcune ditte che vinificano razionalmente lo scarso prodotto che si ottiene
attualmente, spostano il problema vinicolo sul piano generale di una
decisa azione di miglioramenti fondiari, che abbiano come scopo quello di
estendere la vite a zone mai prima d’ora investite a coltura arborea.
Nell’Oristanese, le condizioni si presentano più favorevoli alla creazione
di una moderna cantina anche perchè vi mancano impianti bene attrezzati,
tanto che gran parte delle uve viene trasferita a Cagliari per essere vinificata.
 La sede dello stabilimento dovrebbe essere scelta al centro del terriforio
 cui possono meglio affluire, entro un raggio di 15 km., le uve dei
comuni di Solarussa, Zeddiani, Massama, San Vero. Baratili, Riola, Zerfalui,
Siamaggiore e Tramatza.
Vi verrebbe così ad essere interessata quasi integralmente la zona
tipica della Vernaccia con una produzione che attualmente si valuta sugli
8.000 hl. di vino circa.
In merito all’organizzazione dell’impresa, gravi appaiono le difficoltà
che si possono incontrare nella costituzione di una cooperativa, dato lo
scarso spirito associativo locale. Le preferenze vanno quindi verso forme
capitalistiche, le quali dovrebbero assicurarsi almeno una quota della
materia prima da vigneti propri e la restante quota attraverso contratti che
invogliassero i piccoli coltivatori a conferire il prodotto all’industria.