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LINEAMENTI DI UNO SVILUPPO
DELL’INDUSTRIA DI VINIFICAZIONE E DI DISTILLAZIONE
NEL MEZZOGIORNO (*) i

1. - Il problema fondamentale dell’industria enologica nel Mezzogiorno
è quello di produrre vini di buona qualità per il largo consumo, pur non
dovendosi dimenticare le larghe possibilità che sono aperte, nel campo dei
vini speciali e di pregio, ad alcune zone viticole. Condizione necessaria ed
indispensabile al fine di garantirne il collocamento nelle correnti del
grande consumo è quella di predisporre partite massicce di vini, a caratteri
costanti, capaci di richiamare l’attenzione e il gusto del consumatore; il che
finora non è stato possibile ottenere se non attraverso tagli e manipolazioni
 varie, spesso compiute in zone molto lontane da quelle di origine,
poichè l’attrezzatura enologica è dispersa in una miriade di cantine di piccolissimo
 potenziale, antiquato e male in arnese.
Non è possibile indicare con cifre assolute quali converrebbe che fossero
le dimensioni minime dei nuovi impianti per il Mezzogiorno, poichè tali
dimensioni sono in funzione di una serie numerosa di fattori, diversi da
regione a regione e da zona a zona della stessa regione. Le condizioni della
viabilità, la struttura fondiaria, la forma dell’impresa della nuova cantina,
il tipo di vino che si vuole produrre, tanto per citare alcuni dei fattori più
evidenti, sono altrettanti elementi che influiscono direttamente sul dimensionamento
 degli stabilimenti. In linea di massima si potrebbe però auspicare
 che tali dimensioni non scendessero troppo al di sotto di un minimo di
almeno 10.000 ettolitri di capacità di invaso.
E’ evidente che l’elemento dimensionale presuppone come già risolto
il problema del rifornimento della materia prima; è da evitare infatti che
l’imprenditore non agricolo corra il rischio di non poter attivare nel corso
di qualche vendemmia il proprio impianto, perchè il costo delle uve non
gliene consente l’economica trasformazione: situazione che in questi anni si
è ripetuta numerose volte. Auspicabile sarebbe invece che le nuove imprese
impostassero la questione dei rifornimenti o attraverso l’impiego di materia
prima prodotta in aziende di proprietà — è il caso delle cantine apparte-*)

 Da: « Informazioni SviImez ». n. 68. del 20 aprile 1949.