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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE TERZA

pianura, per il minor costo d’impianto che quivi esso richiede a differenza
delle tradizionali zone collinari, porterà sempre più sui mercati una massa
di vino abbisognevole di tagli e di successive manipolazioni.
Quanto detto a proposito dei vini per il consumo comune può ritenersi
valido anche per i vini da taglio. Si tratta in sostanza di omogeneizzare le
partite e stabilizzarne i caratteri che invece mutano con non rara frequenza
da un’annata all’altra e da una località all’altra, spesso anche molto vicine.
Ciò comporta evidentemente una incostanza delle valutazioni mercantili,
che di frequente rimangono affette da giudizi di arbitrio a tutto scapito dei
produttori del Mezzogiorno.
Poichè in alcune zone, specialmente in Puglia, già si producono vini da
taglio ben caratterizzati occorre in questi casi tenere conto non solo delle
iniziative a carattere strettamente industriale (cantine di produzione) ma
anche delle iniziative a carattere commerciale (cantine di smistamento) il cui
compito fondamentale consiste nel formare, attraverso manipolazioni delle
diverse partite di vino acquistate, una massa sufficientemente grande di
prodotto a caratteri ben definiti e stabili e quindi sicuramente apprezzabile
nel suo giusto valore economico.
Cantine di questo genere esistono già numerose in Puglia; anche in
Campania e in Sicilia ve ne sono alcune, mentre mancano quasi completamente
 in Calabria, in Basilicata, in Abruzzo e in Sardegna.
Le dimensioni di queste cantine dovranno indubbiamente essere molto
maggiori di quelle precedentemente indicate, appunto perchè il loro scopo
è quello di compiere un ammassamento di prodotto. i
Dato che questi impianti, sebbene a carattere commerciale, debbono
essere in grado di eseguire alcune operazioni di vera e propria vinificazione,
specie quando vengono acquistati i mosti anzichè i vini — fermentazione,
filtrazione, decantazione, stabilizzazione — si ritiene, dal momento che ciò
contribuisce a perfezionare i prodotti del Mezzogiorno e a tonificare la situazione
 economica, che possa ad essi essere pienamente riconosciuto il carattere
 di impianto industriale qual’è richiesto dalle recenti leggi per l’industrializzazione.


4. - Un breve cenno merita l’industria liquoristica che nel Mezzogiorno
è presente anche con alcune imprese (in Abruzzo, in Campania) che da
tempo si sono assicurato largo successo sui mercati. Vi si producono
 liquori con requisiti qualitativi non confondibili e difficilmente
imitabili; la flora aromatica e la produzione frutticola meridionale possono
offrire ancora altre possibilità perchè iniziative analoghe alle precedenti
possano essere sviluppate con prospettive di favore.
Til complesso liquoristico meridionale, all’epoca del Censimento industriale,
 rappresentava appena il 12,0% come numero di impianti su quelli
censiti in tutta Italia che erano 917 e il 5,3% come produzione di alcoolici
che fu pari a 128.367 hl. Le maggiori produzioni vennero registrate in Campania
 (3.835 hl.) e in Abruzzo (1.073 hl1.); ciascuna delle altre regioni non
arrivò singolarmente al migliaio di ettolitri.