XX - LINEAMENTI DI UNO SVILUPPO DELL'INDUSTRIA DI VINIFICAZIONE, ECC. 269

E’ interessante ancora notare che sul complesso di 110 stabilimenti
esistenti nel Sud soltanto uno denunciò per il 1936 una produzione superiore
ai 1.000 hl., mentre tutti gli altri rientrarono nelle diverse classi di produzione
 inferiore ai 500 hl.
Nel periodo dell’occupazione alleata e di separazione dal Nord, dove
sono accentrate le maggiori fabbriche italiane di liquori, nel Mezzogiorno
è pullulata una miriade di piccole imprese liquoristiche, le quali non si
sono preoccupate di legare i propri prodotti a determinate caratteristiche e
nemmeno di affinarli.
Il destino di queste iniziative è quello di scomparire, come del resto sta
già avvenendo o è già avvenuto per una gran parte di esse in questi ultimi
anni.
Saranno invece da tenere in attenta considerazione quelle imprese la
cui produzione trova garanzia di smercio nel suo alto tenore qualitativo e
nella sua specificità, ben individuata, di gusto e di aroma.

5. - Con l’industria liquoristica da un lato e con quella vinicola dall’altro
 è legata l’industria della distillazione dei vini e delle vinacce.
E’ questo un settore che nel Mezzogiorno ha antiche tradizioni, relative
purtroppo però a fattori negativi della produzione vinicola, parte della
quale quasi ogni anno va alle distillerie per difetto di buona preparazione
e conservazione. Questa industria si attarda ancora in forme antiquate ed è
soggetta a crisi ricorrenti per la incostanza dei rifornimenti di materia
prima, in relazione al diverso andamento delle vendemmie e del mercato
e per la concorrenza dell’alcool prodotto con materie prime di minor costo.
Il complesso industriale meridionale comprendeva nel 1936, 228 impianti
in cui furono prodotti 139.489 ettanidri di alcool pari al 51.8% della produzione
 nazionale (1).
+. maggiori stabilimenti erano quelli dislocati in provincia di Bari
(20.000 ettanidri prodotti) e di Taranto (30.000 ettanidri): seguivano quelli
di Napoli (8.500 ettanidri) e di Lecce (6.000). La restante produzione venne
distillata per 39.000 ettanidri circa in 17 impianti che lavorarono dai 1.000 ai
5.000 ettanidri e per 36.000 ettanidri in 207 esercizi minori.
Furono trasformati nel Mezzogiorno 1.652.190 hl. di vini e vinelli,
[1.059.761 q.li di vinacce, 22.279 q.li di frutta: la Puglia fornì il 53,8% delle
vinacce e, insieme con la Campania, l’87% dei vini; la Sicilia il 17,1% delle
vinacce e l’11,3% dei vini.

(1) E’ da tenere presente che l’annata del Censimento coincise con quella della
applicazione della nuova disciplina fiscale che spronò la produzione dell’alcole da
destinarsi ad. uso carburante. Dai 450.000 ettanidri del triennio 1930-33 si’ salì così a
1.095.494 ettanidri nel 1936 e a 960.486 ettanidri nel 1937. Il solo alcool di seconda
categoria (prodotto da vino, vinacce e frutta) salì per gli stessi motivi da 98.000 ettanidri
a 250.000 ettanidri circa.
il consumo di alcole etilico in Italia venne calcolato per il biennio 1936-37 così
ripartito: per usi commestibili, farmaceutici, profumieri e per gli acetifici 75-90.000
ettanidri; per riscaldamento, illuminazione e in genere usi industriali 320-380.000 ettanidri;
 per carburante 500-600.000 ett&gt;nidri.