XXI - PROSPETTIVE DI SVILUPPO DELLE INDUSTRIE TRASFORMATRICI, ECC. 285

matori. A tale fine un rafforzamento dei centri di sperimentazione e di
assistenza tecnica dovrebbe essere, fin da ora, predisposto, in modo da poter
offrire agli imprenditori, insieme con tutti gli altri mezzi necessari ad
avviare un processo di industrializzazione in zone sottosviluppate, gli
elementi di conoscenza più aggiornati affinchè essi possano dar vita ad
unità efficienti.

5. - Nel nuovo complesso industriale agrario, che si prospetta per il Mezzogiorno,
 troveranno convenientemente posto, accanto a quella lattierocasearia,
 anche altre industrie, alimentate dai prodotti dell’allevamento; da
quelle della macellazione a quelle per la concia delle pelli e per la prima
lavorazione della lana, a quelle per la produzione di carni conservate.
Anche tali industrie richiedono in genere un intervento distinto in due
fasi: la prima tendente a migliorarne le attuali attrezzature e a consolidarne
la struttura, che oggi risulta troppo frazionata e dispersa; la seconda, in relazione
 alle maggiori disponibilità di materia prima che si otterranno nei
comprensori, sede di intenso allevamento di bestiame, tendente ad aumentarne
 il potenziale.
Lo sviluppo di alcune di tali industrie è strettamente legato a quello della
industria lattiero-casearia, in quanto che essa dispone di sottoprodotti particolarmente
 adatti per l’allevamento.

TAB. 7. — L'INDUSTRIA DI MACELLAZIONE E DI LAVORAZIONE DELLE CARNI NEL 1937

CIRCOSCRIZIONI

Mezzogiorno ..

Nord ...

[TALIA ...

{INDUSTRIA DELLA MACELLAZIONE

INDUSTRIA PER LA LAVORAZIONE
DELLE CARNI
Esercizi in complesso

Carne
ottenuta

Esercizi con produzione

fino a 1.000 ' er 01
q.li a 5.000 q.li

‘oltre 5.000
a.li

Eser-Carne

 lavorata

di cui

izi

q.li

q.li
mirliaia


q.li
migliaia


Eserc.
attrez-| Carne
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indu- | rata
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 | n |

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m° | r
rliaia

q.li

rliaia

915) 854 ni 736 265] 162) 320
..472| 2.928| 77,4] 945) 379 434) 860)

17) 269] 2.138; sesso 249)
93) 1.689|23.012| 889.499) 97 1°

. 53,2
487 57,7

| :
2.387 *3.782| 100 0| 1.681 644)

596 1.180 110 1.958 25.150! 916.052) 100,0)

573 57,6

* Di cui: q.li (migliaia) 2.413 di carne bovina, 100 equina, 291 ovina e caprina, 978 suina. Nel 1949 (Vedasi: INFORMAZIONI
SVIMEZ, Il consumo di carne nel Mezzogiorno, n. 42, Roma, 1952) si sarebbero ottenuti alla macellazione: q.li {migliaia} 2.657
li carne bovina, 166 equina, 453 ovina e caprina, 3.258 suina. Il forte divario tra i quantitativi delle due rilevazioni, riguardante
 la carne ovina e suina, si spiega facilmente con il fatto che la grande massa di queste due specie animali destinata al
macello, viene macellata direttamente nelle aziende agricole. I dati invece riguardanti la carne bovina ed equina possono essere
assunti come termini di confronto tra la situazione prebellica e quella attuale