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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

Come si vede dalla tab. 7 la produzione di salumi e di carni conservate
in genere era nel 1937 modestissima nel Mezzogiorno: appena il 2,9% di
quella nazionale, pur costituendo il patrimonio zootecnico del Mezzogiorno
il 23,1% di quello italiano (suini 24,7%).
Anche in questo caso, il Mezzogiorno ha pregevoli tradizioni ma scarsamente
 conosciute, data l’esiguità della sua produzione che si attarda ancora
in unità non industrializzate, dove predominano, nella gestione, l’impresa
familiare e, nella condotta tecnica, la manualità e l’empiria delle lavorazioni.

Non è quindi fuori di luogo pensare a questo settore come a uno di
quelli suscettibili di futuri sviluppi; altrettanto può dirsi del settore della
macellazione, se una efficiente organizzazione dei trasporti refrigerati, sia
di quelli terrestri che di quelli marittimi (dalla Sardegna), consentirà di
stabilire rapporti più convenienti degli attuali tra le zone di allevamento e
quindi di mattazione e i centri di consumo.