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BIETICOLTURA E INDUSTRIA ZUCCHERIERA
NEL MEZZOGIORNO (*)

Il Comitato interministeriale dei prezzi stabilì, con suo provvedimento
del dicembre 1950, che il prezzo dello zucchero fosse comprensivo di una
lira per chilogrammo, che i bieticoltori e gli industriali dovevano mettere
a disposizione, in eguali quote, per costituire un fondo per l’assistenza tecnica
 alla bieticoltura e allo zuccherificio nel Mezzogiorno.
Poichè quel provvedimento dette origine ad una serie di polemiche, non
ancora del tutto cessate, non è inopportuno chiarire alcuni concetti circa i
presupposti e le prospettive di una bieticoltura meridionale: ciò particolarmente
 perchè sì è di fronte ad una ripresa dell’attività bieticola e a richieste
di finanziamento per la costruzione di nuovi impianti in quelle regioni (1).
Nel Sud, si ha una economia che faticosamente va cercando gli strumenti
 per il proprio potenziamento, che soggiace a fattori di depressione —
ai quali non è facile trovare soluzione — e che pertanto ha urgenza di essere
 sottoposta a tutti quegli interventi, da cui si presume possa attendersi
un contributo al sollevamento della crisi. Il ritenere che la bieticoltura possa
rappresentare uno di tali strumenti muove dalla considerazione dei risultati
ottenuti dagli sperimentatori e dal fatto che la scienza e la tecnica hanno
possibilità illimitate nel realizzare sempre più i mezzi idonei ad introdurre
in ambienti nuovi colture che, in passato, sarebbe apparso impossibile portare
 fuori delle aree di tradizionale diffusione.
Ciò ammesso, pare che il problema bieticolo meridionale possa realisticamente
 essere inquadrato nel più generale problema della industrializzazione
 e degli interventi intesi a risolvere la cronica depressione di quelle
regioni.
E siccome le fonti di rifornimento di un’attività industriale debbono nel
Mezzogiorno essere essenzialmente ricercate, almeno in una prima fase,
f*) Da: « Mondo economico », n. 24, del 23 giugno 1951.
(1) Gli zuccherifici che entreranno in funzione nella campagna bieticola 1953 nel
Mezzogiorno sono sette, ubicati ad: Avezzano, Giulianova, Chieti, Capua, Battipaglia,
Sant'Eufemia e Oristano. La capacità lavorativa dei singoli impianti è pari rispettivamente
a d.li di bietole nelle 24 ore: 15.000, 7.000, 8.000, 8.000, 5.000, 9.000, 5.000. Si prevede per
il 1954 un potenziamento dell’impianto di Avezzano, che ne porterà la capacità lavorativa
giornaliera a q.li 25.000 di bietole. Per il 1955 si prevede l’entrata in funzione di un nuovo
impianto da 8-9.000 q.li giornalieri in Basilicata (zona di Metaponto).
In annata normale la produzione di zucchero dei singoli impianti si può prevedere
della seguente entità: Avezzano q.li 120.000; Giulianova q.li 40.000; Chieti q.li 45.000;
Capua q.li 65.000; Battipaglia q.li 40.000; Sant'Eufemia q.li 95.000; Oristano q.li 33.000.
La zuccherificio di Metaponto potrebbe arrivare a fornire a.li 50.000 di zucchero all’anno.