288 INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

nell’agricoltura, è evidente come sia pregiudiziale alla buona riuscita del
suddetto problema la introduzione di quelle colture che meglio di altre possano
 alimentare una industria di trasformazione.
Occorre in proposito far presente che l’esistenza di fattori economiccagrari,
 anche all’infuori di qualsiasi indirizzo di politica economica, stabilisce
 di per sè, a priori, alcuni limiti nella scelta degli ordinamenti colturali.
Occorre cioè ricordare che, in ordinamenti intensivi quali si prospettano per
il Mezzogiorno, al fine di giustificare l’ingente investimento di danaro pubblico
 che le opere di bonifica e di riforma fondiaria richiedono, le colture
sarchiate hanno una loro propria insostituibile funzione. E poichè tra le sarchiate,
 che più addiconsi all’ambiente mediterraneo, il pomodoro, il tabacco,
alcune oleaginose, la canapa, gli ortaggi, le leguminose da pieno campo,
ciascuna per motivi diversi, hanno un limite di espansione ben determinato
e già nel momento attuale da talune di esse raggiunto o addirittura superato,
si deve vedere nella bietola, per la sua novità, un nuovo elemento di scelta
che viene offerto all’imprenditore per meglio armonizzare l’equilibrio produttivo
 della propria azienda.
Per questo motivo si deve ritenere che l’interesse per la bieticoltura
meridionale non è determinato semplicemente dall’esistenza di impianti
industriali, che per l’accolta istanza della industrializzazione si debbono in
ogni modo salvare e, se del caso potenziare, ma da prospettive per la sua più
ampia diffusione, che la tecnica, nel suo continuo perfezionarsi, permette di
formulare.
Non è qui il caso di ripetere i risultati positivi-delle esperienze colturali
condotte nel Mezzogiorno e tanto meno le considerazioni, divenute ormai
luogo comune, sui benefici che la bietola apporta alle regioni ove essa sì
insedia. Valga invece il richiamo alle condizioni sfavorevoli, che intervennero
 nel momento in cui la bieticoltura stava per penetrare nei comprensori
meridionali: a parte i danni connessi strettamente ai fatti bellici, la congiuntura
 del dopoguerra sovvertì talmente l’equilibrio già esistente fra i
prezzi dei singoli prodotti agricoli, che la barbabietola, pianta esigente in
fatto di mezzi di produzione, non potè non risentirne immediati, sensibilissimi
 svantaggi, per cui, come è noto, venne soppiantata da altre colture,
allora più remunerative.
Ma bisogna anche aggiungere che laddove la sarchiata ebbe la possibilità
 di insediarsi in terreni di antica agricoltura, quali sono quelli dell’antico
 piano campano, al di fuori del perimetro dei comprensori di bonifica. la
bietola vi si mantenne anche nel periodo indicato.
Ciò mette in evidenza il carattere contingente di alcuni fattori, che nell’ultimo
 quinquennio si opposero alla affermazione della pianta in questione
 e cioè, oltre allo squilibrio del mercato, il mancato compimento delle
opere di bonifica pubbliche e private in quei comprensori su cui dovevano
gravitare gli zuccherifici meridionali.
Occorre quindi che i programmi di bonifica, soprattutto irrigua, siano
prontamente attuati; occorre inoltre che ogni sforzo sia fatto affinchè nell’ambiente
 agricolo di nuova costituzione si stabiliscano appropriati ordina-