294. INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

razioni di selezione e ciò al fine di corrispondere nel modo migliore alle
diverse esigenze dell’industria manifatturiera.
Questa, come si è avvertito, provvede in buona parte direttamente all’ultima
 fase del ciclo operativo e cioè alla pettinatura, destinando ad essa,
a seconda dei bisogni, partite di determinate marche o corpi di fibra
selezionata.
La pettinatura richiama particolari problemi d’ordine economicosociale
 in Campania, dato che essa vi costituisce la ragione di vita di
un’attività a sè stante, che si dedica alla produzione dei pettinati a mano.
Come il termine merceologico fa già di per sè intuire, si tratta di un’industria
 molto semplice, che si svolge in modeste aziende, a carattere familiare
e artigiano, di cui si calcola che ve ne siano circa 200 nella zona canapicola
campana: le maggiori di esse, in numero di 10-12, arrivano ad impiegare fino
a 30-40 operai per ciascuna, anche per una durata di sei-otto mesi, lavorando
in proprio la canapa e provvedendo poi alla sua diretta esportazione.
Altre aziende di pettinatura sono quelle che, pur lavorando canapa
d’acquisto, non provvedono all’esportazione: hanno una dimensione commisurabile
 sulla base massima di 10 operai. Vi sono poi aziende che si limitano
 ad eseguire il lavoro per conto terzi, impiegando da tre a quattro
operai e. più di frequente, i soli membri della famiglia dell’imprenditore.
I pettinati a mano hanno una loro specifica destinazione nella fabbricazione
 di determinati tipi di cordami, di spaghi per reti da pesca, di
spaghi per calzolai, di filati per tendaggi, ecc., per i quali essi si prestano
meglio dei. pettinati a macchina. Il mantenimento del mercato da parte di
questi prodotti è però legato alla possibilità di un notevole rafforzamento
economico di questa particolare industria agraria meridionale la quale,
per poter migliorare i redditi, bassissimi, dei propri addetti, dovrebbe poter
usufruire di forme di credito adeguate ai suoi bisogni (1) e in grado soprattutto
 di consentirle il superamento delle fasi di depressione del mercato.

3. - Gli accenni fatti sulla struttura dell’industria di prima lavorazione
della canapa mettono in evidenza: la molteplicità degli interessi, che vi
convergono da parte di una numerosa serie di operatori economici appartenenti
 a diverse categorie; la complessità dei problemi, che naturalmente
si determinano in un sistema di rapporti tanto differenziati e frazionati; la
gravità di certe posizioni legate a forme tradizionali di lavoro e di organizzazione
 produttiva, le quali, peraltro, trovano la loro ragione d’essere nelle
particolari caratteristiche della produzione, che solo tali forme consentono
di raggiungere; la costosità delle fasi operative, ancora largamente basate
su processi manuali; la difficoltà di procedere ad una revisione — che non
sia radicale e che non coinvolga quindi una generale riforma dell’attuale
struttura produttiva del settore — dei sistemi di lavorazione in atto. mediante
 un intensivo sviluppo della meccanizzazione.

(1) Vedasi in proposito: V. FAENZA, La crisi dell’artigianato cananiero napoletano, in
( La canapa » marzo 1953.