298 INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

sissimo rilievo, si sono affermati, con il Kentucky, anche i Levantini ed il
Bright Italia.
Dal rilevato aumento di superficie, segnato dalla tabacchicoltura in Italia
 negli ultimi anni, è conseguito che la produzione, oltre a soddisfare la
domanda interna — salvo l’importazione di modesti quantitativi di particolari
 tipi — si è affermata sul mercato internazionale, venendo così a modificare
 radicalmente i termini con i quali il problema si presentava durante
il primo ventennio del secolo, quando le manifatture italiane impiegavano
tabacchi esteri nella proporzione del 70-80% del loro fabbisogno.
Concomitante all’affermarsi della tabacchicoltura è il modificarsi del
tipo di concessione: le concessioni speciali che, sorte all’inizio del secolo, non
erano arrivate nel 1909 a coltivare più di 1.000 ettari rispetto ai 5.000 ettari
circa coltivati dai concessionari di manifesto, aumentano gradualmente di
importanza, fino a controllare. nel 1948. l’88% della superficie investita a
tabacco.
Una recente indagine dell’Istituto nazionale di economia agraria (1)
mette però in evidenza come lo sviluppo d’investimento assunto dalle diverse
 razze di tabacco coltivate in Italia abbia condotto ad una situazione
della tabacchicoltura, che non è quella più adatta per assicurare un’offerta
adeguata alle esigenze della domanda interna e internazionale.
Infatti nell’annata 1948-49, la produzione risultò di circa 258.000 q.li
superiore al fabbisogno italiano.
Anche se si tiene conto che vennero esportati circa q.li 105.000 di
tabacco greggio manifatturato, risulta sempre umn’eccedenza di circa quintali
 153.000, costituita per circa il 46% dal Kentucky e similari; per il 37%
dai Levantini; per l’11% dal Burley; le altre razze concorrono a formare le
eccedenze in proporzioni limitate (6%). Il Nostrano del Brenta, il Maryland
e il Bright presentano, invece, una certa deficienza.
Da un punto di vista generale, si può perciò dire che esiste un problema
di riduzione della superficie investita a tabacco, in particolare di quella
coltivata a Kentucky e a Levantini.

2. - La coltura dei Levantini assume importanza prevalente nel compartimento
 di Lecce; negli altri, ha una estensione di scarso rilievo.
Al sorgere della coltivazione dei Levantini nel leccese, la razza più
diffusa era lo Xanti Yakà, non molto produttivo ma di grande pregio.
Con l’andare del tempo, mentre la coltivazione si andava estendendo,
lo Xanti perdeva quota, sostituito soprattutto dall’Erzegovina e dal Perustitza.

L’aumento della produzione si accompagnò così con un peggioramento
qualitativo dei tabacchi, dovuto, oltrechè alle caratteristiche varietali di

(1) IN.E.A., Il tabacco - Alcuni problemi economici della coltura in Italia, in
* Rivista di economia agraria», n. 1, Roma 1951 e I.N.E.A., Il tabacco, vol. II, Italia
meridionale ed insulare, Roma 1951. Gli argomenti trattati nella presente nota, sono, in
massima parte ricavati dalle pubblicazioni citate.