XXIV - PROBLEMI DELLA COLTURA E DELL'INDUSTRIA DEL TABACCO 301

colare sembrerebbe indispensabile crearne uno nel basso tarantino — per
raccogliere il tabacco del ginosino e del materano, che è di eccellente qualità
e che, oltrechè nelle aziende esistenti, potrebbe venire prodotto in quelle in
via di costituzione ad opera della riforma agraria — ed un altro nella fossa
premurgiana barese, nella quale, esistendo pochissimi magazzini di concessionari
 speciali, uno stabilimento dello Stato servirebbe di stimolo alla produzione,
 suscettibile di diffondersi nelle nuove aziende contadine e di raggiungere
 un alto livello qualitativo.

4. - Per le altre razze di tabacco del Mezzogiorno, non sorgono problemi
di ridimensionamento della produzione e di redistribuzione della superficie
coltivata così gravi come per i Levantini.
Il Maryland ed il Brasile beneventano non destano, almeno per il
momento, preoccupazioni, dato che trovano abbastanza facile impiego: in
particolare per il secondo si tratterà soprattutto di salvaguardarne le caratteristiche
 originarie oggi alquanto peggiorate, attraverso un miglioramento
della tecnica di fermentazione e delle relative attrezzature.
Per il Burley, l’eccesso di produzione non riguarda da vicino le zone di
coltura meridionali, dato che il prodotto che vi si ottiene è di qualità superiore
 a quello fornito dalle zone centro-settentrionali; eventualmente, dovendosi
 procedere a qualche restrizione di superficie, l’agro nocerino e la piana
del Sele, ove il Burley, insieme con il Maryland, ha il suo centro di maggiore
 diffusione, non dovrebbero incontrare difficoltà ad orientarsi verso altre
colture, dato che beneficiano della irrigazione.
Per il Salento, che occupa nel Mezzogiorno circa 1350 ettari concentrati
 in provincia di Benevento e di Avellino, il problema della sua sostituzione
 con il Brasile beneventano dovrebbe essere risolubile senza difficoltà,
dato che tale sostituzione è già in atto e progredisce rapidamente.
Per il Kentucky, cui sono interessate particolarmente le vallate del
Sabato e del Calore in provincia di Avellino, il Vallo di Diano e l’agro nocerino
 in provincia di Salerno, l’agro telesino e la valle caudina in provincia
di Benevento, la questione si pone, per certi aspetti, in forma analoga a
quella del Burley — perchè la produzione meridionale gode di una buona
qualifica specie dal punto di vista della combustibilità e quindi non soggiace
al rischio di doversi restringere — e, per certi altri aspetti, in forma analoga
a quella prospettata per il Brasile beneventano, in quanto che si tratta di
perfezionare, in molti casi, la tecnica di fermentazione e di migliorare ie
attrezzature dei locali di cura. A questo proposito, è stata riconosciuta, nei
Convegno di Benevento del 1951 (1), la necessità di una più larga diffusione
del sistema di cura Donadoni, che sostituisce all’azione del fuoco diretto
quella dei sili di fermentazione, consentendo risultati migliori di quelli ot.-tenuti
 col metodo tradizionale. Ideato per la lavorazione del Kentucky e non
avendo potuto sostituire che in piccola parte le vecchie attrezzature a causa

(1) Vedasi: E. Vanoni, Discorso pronunciato al Convegno dei tabacchicoltori di
Benevento, 28 gennaio 1951.