XXIV - PROBLEMI DELLA COLTURA E DELL'INDUSTRIA DEL TABACCO 303

tra i 50 e i 200 ettari circa, risultarono in numero di 100, quelli delle
grandi. con più di 200 ettari, 22.
Dal punto di vista della sanità dei locali e della funzionalità dei servizi
igienici e quindi delle condizioni di lavoro degli addetti all’industria, le
deficienze sono risultate di una gravità impressionante, dato che il 72%
degli impianti è stato giudicato dai tecnici, che hanno compiuto l’indagine,
« poco idoneo »: il 79% tra le piccole concessioni, il 57% tra le medie,
il 5% tra le grandi.
D'’altra parte, occorre far rilevare che sul basso valore dei coefficienti di
inidoneità, stabiliti per le attrezzature di manipolazione e di conservazione,
hanno influito i criteri di giudizio, che si sono limitati a riscontrare la
corrispondenza di tali attrezzature ai dettami della tecnica corrente; chè,
se si fosse tenuto’conto della necessità di introdurre in molti degli impianti
esaminati quei procedimenti più razionali, di cui si è fatto menzione in
precedenti paragrafi, i coefficienti avrebbero assunto valori molto maggiori
 di quelli riportati.
Al fine di migliorare le attrezzature di questa industria, soprattutto
negli impianti delle piccole concessioni, sarebbe necessario avviare un
processo di concentramento delle unità più frazionate in unità di mole
maggiore. A questo scopo, in alcune zone potrebbe agire da elemento
decisivo la cooperazione. « Nel campo della lavorazione e manipolazione
del tabacco, il movimento cooperativo non ha avuto finora sorte molto
felice, non tanto per difetto del sistema, quanto per colpa dello Stato, che
non ha creato a sostegno delle stesse cooperative un’organizzazione unica
capace di guidarle tecnicamente e di assisterle finanziariamente e per colpa
di alcuni concessionari privati i quali hanno sempre cercato di profittare
nei momenti di crisi della loro debolezza per tentarne il salvataggio e per
trasformarle di fatto in strumenti personali. Altre volte essi hanno sfruttato
il fallimento di molte cooperative per ampliare la propria superficie autorizzata.
 Molte infatti delle medie e grandi concessioni attuali si sono
costruite sui fallimenti di cooperative e di altre piccole concessioni private.
Sulle tredici cooperative oggi esistenti, appena cinque possono essere ritenute
 cooperative nel senso stretto della parola, mentre le altre sono delle
vere e proprie concessioni nelle mani di concessionari speciali, è quali hanno
fuso la loro ditta con la cooperativa oppure ne detengono il dominio in
qualità di presidenti o di maggiori azionisti.
Le poche funzionanti, però, sono dei magnifici esempi che dimostrano
la possibilità di estendere questa particolare forma di concessione che
meglio garantisce gli interessi dei coltivatori e delle maestranze lavoratrici»
 (1).

6. - Concludendo questa rapida disamina di alcuni dei problemi che
oggi più preoccupano la tabacchicoltura meridionale, si può osservare che
la graduale sostituzione delle varietà meno richieste con altre di maggiore

{*) Da: IngAa, Il tabacco. vol. IL cit.