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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

La diversità delle situazioni appare evidente anche nei confronti tra
Nord e Sud: la circoscrizione settentrionale aveva nel 1940 soltanto il 38%
del suo potenziale, autorizzato al commercio degli sfarinati, esclusivamente
indirizzato a vendere i propri prodotti; il residuo 62% oltre a vendere farina
provvedeva anche alla molitura per conto terzi. Nel Mezzogiorno la situazione
 era esattamente all’opposto per cui verrebbe da pensare che, allorquando
 la legge del 1949, mutando radicalmente i criteri di classificazione
dei molini, provocò un passaggio di molini dalla categoria inferiore a quella
superiore molto più intenso al Nord che al Sud, le ragioni di tale diverso
comportamento possano, tra l’altro, essere ricercate anche nella diversa situazione
 che caratterizzava nel 1940 l’industria molitoria delle due circoscrizioni.
La legge 7 novembre 1949, n. 857, abolendo la preesistente classificazione,
 distingue gli impianti, in base alle caratteristiche tecniche delle attrezzature,
 in due nuove categorie — molini ad alta macinazione e molini a
bassa macinazione — e include nella prima solo quegli impianti dotati di
apparecchi completi di prepulitura, pulitura e lavatura del grano e di
macchinari idonei a selezionare gradualmente e progressivamente i prodotti
 e sottoprodotti della macinazione, in modo da consentire la razionale
utilizzazione dei cereali. Della seconda entrano a fare parte i molini a paimenti
 ed a cilindri che, pur essendo dotati di idonei apparecchi di pulitura,
non si trovano nella condizione di selezionare gradualmente e progressivamente
 i prodotti della macinazione. In particolare, si deve rilevare che la
legge del 1949 non comporta più nessuna disciplina circa la lavorazione per
il commercio o per conto o promiscua.

5. - I diversi criteri di classificazione e la mancanza di un rilevamento
completo di tutto il settore, rendono, come si è già avvertito, pressochè impossibile
 una presa di conoscenza precisa della situazione attuale dell’industria
 molitoria, vista nel suo complesso.
I periodici rilievi, che l’Alto Commissariato dell’Alimentazione fa della
consistenza dei molini di alta macinazione, consentono di seguire le vicende
di tale categoria, le variazioni sulla entità del potenziale che essi comportano
devono perciò essere considerate più nei loro valori relativi che in quelli assoluti,
 in quanto non si può dire se esse determinino una variazione del potenziale
 molitorio totale.
Gli incrementi che infatti si avvertono possono derivare dalla costituzione
 di nuove unità o dall’ampliamento di altre, ma anche dal semplice
passaggio di unità, originariamente attrezzate per la bassa macinazione, alla
categoria superiore: il potenziale molitorio dell’intero settore non muterebbe
 in questo caso. di entità ma solo di qualità.
Non si conosce neppure quanta parte dell’incremento dovuto a nuova
capacità lavorativa di alta macinazione vada calcolata a compenso degli smobilizzi
 effettuati nella bassa macinazione e viceversa.

In via generale, trattandosi di un’industria legata ad un consumo a carattere
 rigido, verrebbe da pensare che, se incremento globale c’è stato, esso