320 INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

macinazione sia avvenuto nel Nord in prevalente conseguenza di un semplice
 passaggio di categoria di preesistenti unità, mentre nel Sud sia avvenuto
 in prevalente conseguenza di ampliamenti e di installazioni di nuovi
impianti.
Agirebbero cioè nei due gruppi di regioni due distinte tendenze: nel
gruppo settentrionale l’industria si adeguerebbe alla disciplina del settore
spostando, specie nelle zone di intensa produzione granaria, un numero notevole
 di unità di origine rurale dalla categoria di bassa a quella di alta
macinazione. Nel gruppo meridionale, l’industria, non potendo disporre di
unità preesistenti per usufruire delle assegnazioni di grano statale, sarebbe
spinta a crearle ex-novo e a dotarle di una notevole potenzialità.
Questa troverebbe giustificazione, tra vari altri motivi (1), anche nel fatto
che nel Mezzogiorno si sta sviluppando la tendenza a trasformare, previo
ampliamento, i molini attrezzati originariamente per la lavorazione di un
solo tipo di grano — tenero o duro — in molini alternati (2).
Anche per le modifiche nei tipi di attrezzatura per la lavorazione dei
vari tipi di grano le ragioni vanno ricercate nella clausola del franco molino:
 la eliminazione dei costi differenziali di trasporto per il grano e, viceversa,
 il mantenimento di tali costi per le farine provocano la trasformazione
 degli impianti, originariamente adibiti alla lavorazione di un solo tipo
di frumento in impianti alternati: nel Mezzogiorno sono gli impianti da
grano duro che subiscono tale trasformazione, nel Nord quelli da grano
tenero. |
La lavorazione di entrambi i tipi di grano riesce vantaggiosa dato che
il tipo di cui localmente non dispongono viene assegnato alle aziende dalia
gestione statale. Ma tale trasformazione, cui si accompagna un ampliamento
della primitiva potenzialità dell’impianto, richiede necessariamente investimenti
 di nuovo capitale, per cui si spiegano, anche da questo particolare
punto di vista, le richieste di finanziamento presentate dall’industria molitoria
 ai Banchi meridionali.

7. - Sì è già accennato alla complessità dei motivi che possono avere interferito,
 specie in questo dopoguerra, sulla industria molitoria, sollecitandola
 a compiere una serie di investimenti di capitali che, di fronte all’inerzia
di molti altri settori, sono apparsi a più di un osservatore eccessivi.
La disamina della situazione pone invece in evidenza come tali investimenti
 corrispondano in buona parte ad obbiettive esigenze che il settore si
è trovato a dover affrontare in relazione sia a particolari bisogni tecnici di
rinnovamento delle attrezzature, che alle mutate correnti del commercio

(1) Tra le condizioni particolari che possono avere contribuito ad un ampliamento
della capacità lavorativa di un certo numero di molini va .ricordato il criterio, seguito
fino al 1951, di proporzionare le assegnazioni di grano statale alla potenzialità dei
singoli impianti. Tale criterio ha spinto molti imprenditori ad aumentare la capacità
lavorativa della propria azienda, per poter così disporre di maggiori quantitativi di
materia prima da lavorare. Vedasi: Annuario cit., vol. V.
(2) Vedasi: Inga. Annuario dell’Agricoltura italiana, vol. VI, Roma 1953.